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Ennesimo faccia a faccia tra Marazzi e rappresentanze sindacali per la discussione del piano industriale dell’azienda. Incontro oggi a Confindustria Ceramica con picchetto ai cancelli dell’associazione.

La trattativa è al suo ennesimo round all’interno della villa che ospita gli uffici di Confindustria Ceramica. All’esterno però da questa mattina ci sono anche decine di lavoratori del gruppo Marazzi, sorta di memorandum a tiro di chi decide: ricordate che dalle vostre scelte dipende la vita di centinaia di famiglie. La questione è all’ordine del giorno da oltre un mese: la proprietà della maggiore azienda ceramica del territorio ha confermato ai sindacati la volontà di andare avanti nel piano di rilancio che prevede l’esubero di 360 lavoratori e la chiusura di due stabilimenti. “Chiediamo una modifica sostanziale di quel piano industriale – spiega Luigi Ferrari, funzionario Filcem-Cgil di reggio Emilia – Marazzi è infatti l’azienda più grande a livello internazionale, per questo crediamo che abbia risorse necessarie al mantenimento dei siti produttivi e dei livelli occupazionali”. Nelle settimane passate il gruppo Marazzi ha ribadito più volte che il piano di sviluppo presentato non è volto a una delocalizzazione dell’attività ma ha l’obiettivo di qualificare ulteriormente la produzione italiana del gruppo. L’azienda conferma ancora la volontà di trovare le soluzioni meno penalizzanti per i lavoratori che comunque confermano i propri timori. “Siamo molto preoccupati – conclude Ferrari – la decisione che assumerà la Marazzi detterà le linee guida per tutti gli altri imprenditori del settore alle prese con la crisi economica”.


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