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Sono ore di angoscia per i 168 dipendenti della Klarius di Finale Emilia, dopo la decisione della proprietà inglese di nominare un commissario liquidatore. Per scongiurare la chiusura dell’azienda, da ieri pomeriggio, i lavoratori sono in assemblea permanente.

Dopo lo choc, aver saputo che la proprietà inglese aveva nominato un commissario liquidatore venendo meno a tutte le parole precedenti, e la rabbia, per i 168 dipendenti della Klarius di Finale Emilia, l’ex Ansa Marmitte, è il momento della lotta. Nessun sequestro, hanno ribadito stamattina, riferendosi all’incontro sindacale organizzato ieri su due piedi con il direttore generale De Mase, ma la volontà di entrare subito nel merito della vertenza. Per evitare, almeno, il fallimento e ottenere il concordato preventivo, ma soprattutto per capire se c’è la volontà della proprietà di vendere lo storico marchio. “Ducati, Aprilia, Lamborghini sono clienti importanti che dimostrano la qualità dei prodotti che escono dallo stabilimento di Finale Emilia – ci dice Alessandro Gamba di Fim-Cisl – Qualche acquirente ci deve essere, non è possibile mandare al macero professionalità così elevate”. Per di più nella motor valley, decretando la fine di un’azienda storica e che ha legato il suo nome anche alla fornitura di marmitte per Ferrari e Maserati. Ma il gruppo inglese Klarius non pare avere molto a cuore la storia, come narra la chiusura, appena un anno fa del sito produttivo di Dreux in Francia. Anche in quel caso c’era un marchio storico, Rosi, e c’erano 240 dipendenti. Tutti lasciati a casa nel giro di pochi mesi, con la produzione trasferita in Inghilterra, e in quel caso ci fu anche chi non resse allo choc. Ma a Finale Emilia, nessuno vuole mollare. Al termine dell’assemblea di ieri, i lavoratori hanno deciso di dare vita ad un presidio permanente e di bloccare tutte le attività ordinarie e proseguire solo quelle finalizzate alla salvaguardia dei clienti. In più hanno ottenuto di affiancare al direttore generale alcuni dipendenti nell’espletamento di tutte le funzioni operative. La volontà, che sindacati e rsu ribadiranno nell’incontro di domani pomeriggio a Confindustria con il commissario liquidatore, è di salvare tutti i posti di lavoro, anche perché già, tre anni fa, in occasione della mobilità seguita alla vendita di Ansa Marmitte all’americana Arvin Meritor, ci fu un massiccio ricorso a prepensionamenti.


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