in:

Situazione di tensione alla Klarius di Finale Emilia. Di fronte all’annuncio della proprietà di liquidare l’azienda, i 168 lavoratori hanno occupato la sede per chiedere chiarimenti e scongiurare la chiusura.

Tensione oggi pomeriggio presso la sede della ditta Klarius di Finale Emilia. La situazione di difficoltà economica si protrae già da diversi mesi con la cassa integrazione a rotazione per la quasi totalità dei 168 lavoratori, ma oggi la situazione è degenerata. Il direttore generale, l’ingegner Di Mase, insieme ad un liquidatore, ha, infatti, comunicato l’intenzione di presentare i libri contabili al Tribunale fallimentare. Una decisione inaspettata per i dipendenti, l’Rsu e i sindacalisti che solo una settimana fa avevano partecipato ad un incontro alla sede di Confindustria Modena con l’obiettivo primario di scongiurare la chiusura. Di fronte al cambio improvviso di posizione da parte della proprietà i lavoratori hanno cominciato a protestare con la proclamazione di una assemblea permanente nei locali dell’azienda situata in via Genova a Finale Emilia. Il direttore Di Mase era stato invitato a non lasciare lo stabilimento, prima dell’incontro con i sindacati e il primo cittadino di Finale Emilia. Sul posto anche la polizia e i carabinieri per verificare la regolarità della manifestazione. Preoccupati i lavoratori, che hanno proclamato da questa sera uno sciopero permanente per avere chiarimenti sulla posizione della proprietà inglese, che già un anno fa ha chiuso uno stabilimento in Francia.Meccanica e ceramica, è crisi nera Macchine e apparecchi meccanici: produzione -30,4%, fatturato -34,9%. Piastrelle e lastre in ceramica: produzione -32%, fatturato -21,1%. I dati del terzo trimestre dell’anno, riferiti al medesimo periodo del 2008, confermano il perdurare della grave crisi che sta colpendo i due settori di punta dell’industria modenese. Colpa della difficile congiuntura internazionale che ha portato ad un calo verticale dell’export e alla stasi del mercato immobiliare. E proprio le performance negative delle industrie ceramiche e meccaniche, unite a quelle altrettanto pesanti delle aziende che producono macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche e prodotti in metallo, contribuiscono in modo determinante alla crisi attuale, con la produzione industriale del modenese che tra gennaio e settembre ha registrato un calo del 23,1%, -21,2% per il fatturato. Numeri davvero poco incoraggianti con due sole eccezioni: alimentare e biomedicale. Settori addirittura in territorio positivo nel terzo trimestre di quest’anno, con il fatturato cresciuto dell’1,1% rispetto al medesimo periodo del 2008 e la produzione a +1% per l’alimentare e a +1,5% per il biomedicale. Piccoli segnali di ripresa arrivano anche dalla maglieria, grazie alla ripresa dell’export. Ciò non ha però evitato una flessione di produzione e fatturato comunque superiore agli 8 punti percentuali.


Riproduzione riservata © 2016 TRC