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Con la crisi le famiglie hanno riscoperto i depositi. A livello nazionale è cresciuto infatti il risparmio, ma se in alcune realtà come Rimini il gruzzolo continua a salire, in altre, come a Modena, abbiamo cominciato a spenderlo.

Modenesi formichine, ma gli effetti della crisi cominciano a farsi sentire. Nella classifica sui depositi bancari, pubblicata dal Sole 24 ore del lunedì, Modena si piazza all’11esimo posto, davanti a grandi città come Roma (20esima) e Milano (31esima). Ma dietro a molte province emiliano-romagnole come Parma, Ferrara, Ravenna e Bologna. In testa alla graduatoria c’è Rimini. E’ nel capoluogo della Riviera che, nei 12 mesi conclusi ad agosto 2009, si registra la maggiore liquidità, con depositi aumentati in un anno del 15%, del 10% dall’inizio del 2009, fino a raggiungere un livello medio per famiglia superiore ai 30mila euro. Anche Modena sfiora i 30mila euro come valore dei depositi, ma dall’inizio dell’anno il risparmio ha cominciato ad erodersi, registrando una flessione del 3%: per gli analisti il segno meno significa che la crisi sta presentando il conto e il gruzzolo accumulato è già stato in parte utilizzato per la sopravvivenza. A livello nazionale i dati della Banca d’Italia rivelano che i depositi sono cresciuti di quasi il 7%, sfiorando i 600 miliardi complessivi, una media per famiglia poco al di sotto dei 24mila euro. “In questo momento di crisi – commenta su Il Sole il prorettore della Cattolica di Milano Luigi Campiglio – il risparmio delle famiglie è una forma di welfare privato, che protegge di fronte ai timori improvvisi”.


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