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Domani 2500 modenesi partiranno all’alba per partecipare alla manifestazione nazionale della Cgil a Roma.

La Cgil torna in piazza, ancora da sola, ancora per chiedere al Governo misure urgenti contro la crisi. Misure di cui non c’è traccia nella finanziaria minimalista di Tremonti. Saranno 2500, in 50 pullman, i modenesi che domani mattina andranno a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dal sindacato, dopo un mese di mobilitazione in cui le proposte della Cgil sono state sottoscritte da tutti i partiti del centrosinistra, da Rifondazione al Pd, e da 21 sindaci del modenese Tra le misure anticrisi ritenute fondamentali: la riforma degli ammortizzatori sociali, il superamento del precariato nella pubblica amministrazione e sgravi fiscali per il lavoro dipendente per sostenere la domanda interna. Una manifestazione che conferma il difficile momento dei rapporti sindacali. Dopo gli insulti di alcuni militanti della Fiom, davanti alle sedi di Castelfranco e Finale di Cisl e Uil, i metalmeccanici della Uil hanno comunicato a Confindustria l’indisponibilità a sedere allo stesso tavolo con la Fiom. Sostegno alla piattaforma della Cgil è stato espresso oggi anche da Federico Ricci, capogruppo in consiglio comunale di Sinistra per Modena. Occasione: la presentazione di un’ordine del giorno congiunto con il Pd, per chiedere al Governo nuovi interventi a cominciare dall’allentamento del patto di stabilità per i comuni virtuosi.E oggi il segretario provinciale della Cgil, Donato Pivanti, interviene sulle proteste di attivisti Fiom davanti a sedi Cisl, dei giorni scorsi. Il caso di Castelfranco, dove sono stati usati toni duri, è – dice – da considerarsi isolato, mentre è legittimo che i lavoratori chiedano che tutti possano esprimersi sul contratto dei metalmeccanici firmato separatamente da Cisl e Uil. Soluzione che potrebbe – conclude Pivanti – favorire una riconquistata unità sindacale.


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