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Hanno dormito nel loro letto, i sei lavoratori della Sit car di Casinalbo che da martedì scorso erano saliti sul tetto del capannone aziendale per protestare contro la messa in mobilità di dieci dipendenti. Ieri a tarda sera, l’accordo in Prefettura.

Alla fine di una estenuante, difficile e turbolenta trattativa, il caso Sit car si è concluso positivamente. Il vertice decisivo, quello di ieri in Prefettura, è terminato ben oltre le 20,00, dopo 5 ore di faccia a faccia tra sindacati e proprietà. Poi la delegazione trattante di Fiom e Rsu ha raggiunto i sei lavoratori, che dal pomeriggio erano scesi dal tetto ma ancora presidiavano l’azienda, per comunicare loro l’intesa raggiunta. Un sospiro di sollievo e il ritorno a casa con qualche certezza in più, ma anche con la consapevolezza che il futuro, in tempo di crisi, non è proprio rosa. L’intesa raggiunta prevede due anni di cassa integrazione straordinaria, con anticipo del trattamento da parte dell’impresa e integrazione economica dello stesso grazie all’utilizzo del Tfr. La mobilità sarà volontaria e incentivata e già da lunedì, alla Sit car riprenderà la produzione, mentre sindacati e proprietà si torneranno ad incontrare per perfezionare l’accordo, raggiunto sotto l’occhio vigile del Prefetto Giuseppina Di Rosa. “Un risultato importante – commenta Giordano Fiorani, segretario provinciale della Fiom – frutto della determinazione dei lavoratori e per il quale è doveroso ringraziare istituzioni, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell’ordine per la sensibilità dimostrata”. E’ Finita bene, alla Sit Car, ma purtroppo con la ripresa che non arriva (-22,1% nel terzo trimestre, -23,1% su base annua, il calo della produzione secondo i dati ufficiali della Camera di commercio) nuovi fronti di crisi si aprono. E’ il caso della Lar, che dal 1939 lavora articoli in resine termoplastiche. Proprio ieri, l’azienda di Formigine ha comunicato l’intenzione di cessare l’attività. Una vera doccia gelata per i 59 dipendenti. I sindacati di categoria di Cisl e Cgil chiedono all’impresa di intavolare una trattativa che apra la strada al ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità incentivata. A sostegno della vertenza i lavoratori, lunedì prossimo, daranno vita ad uno sciopero di otto ore.


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