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Prove di dialogo alla Sit car. Stamattina, i sei lavoratori che da due giorni e due notti sono sul tetto del capannone aziendale hanno incontrato i vertici della Fiom. Poi alle 14,00 sono scesi, pronti a risalirvi se la trattativa in Prefettura dovesse fallire.

Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Sono scesi dal tetto, per accogliere la richiesta del Prefetto Giuseppina di Rosa, ma restano in prossimità delle scale antincendio, pronti a risalirvi se la trattativa non decollerà. I sei dipendenti della Sit car di Casinalbo che da due giorni e due notti vivono sul tetto del capannone aziendale, stamattina, hanno ascoltato con attenzione le parole del segretario provinciale della Fiom, Giordano Fiorani, che li ha raggiunti con l’aiuto dei vigli del fuoco, ma prima di interrompere la loro clamorosa protesta hanno chiesto di avere qualche certezza in più. Così, come segnale di disponibilità al Prefetto, alle 14, i sei operai sono scesi dal tetto, ma non hanno lasciato l’azienda, in attesa di capire l’esito del confronto iniziato alle 15 in Prefettura. Vertenza difficile che promette di durare a lungo, tanto che le delegazioni di sindacati e proprietà, dopo una breve pausa alle 18,30, sono tornate a sedersi intorno al tavolo per cercare l’intesa, sotto lo sguardo vigile del Prefetto Di Rosa. Per i lavoratori resta imprescindibile evitare la mobilità. Da qui la richiesta alla proprietà di allungare la cassa integrazione straordinaria e di intervenire con incentivi all’esodo.


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