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Anche i lavoratori degli appalti pubblici e privati stanno attraversando un momento molto difficile. Una realtà che impiega 8 mila persone; di queste 200 sono state licenziate, 500 hanno visto ridotto della metà il proprio stipendio.

Una piccola flotta, 8 mila addetti, in grave difficoltà. Sono i lavoratori modenesi degli appalti pubblici e privati, quelli che lavorano come esterni nei settori della ristorazione, pulizie, vigilanza, portierato e assistenza, suddivisi in oltre 100 aziende, anche piccole e piccolissime. La finanziaria dello scorso anno ha ridotto di molto le risorse per i servizi di pulizia. Le buste paga si sono ridotte del 50%. I lavoratori messi meglio sono quelli che percepiscono la retribuzione di un operaio in cassa integrazione: 800 euro mensili. Gli altri si devono accontentare di 400-500 euro. La maggior parte sono donne, per lo più straniere e senza altre entrate. Per i lavoratori degli appalti licenziati mancano gli ammortizzatori sociali, e in molti casi non hanno diritto alla disoccupazione. 200 lavoratori sono già a casa senza retribuzione, 500 vivono con la metà dello stipendio. Lo stato delle cose è stato presentato dai sindacati della Filcams Cgil che, contestualmente temono che i tagli riguardino anche le aziende non in difficoltà, ma che sfrutterebbero la situazione di crisi strutturale.


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