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Gli ultimi mesi hanno portato un ulteriore peggioramento del quadro economico e il 2010 non sarà l’anno della ripresa: a sostenerlo, dati alla mano, è Confindustria Modena.

Qualcuno, che non sia il sindacato spesso accusato di fare catastrofismo, ha finalmente avuto il coraggio di dire ufficialmente quello che ormai sapevamo per esperienza quotidiana: della famosa luce alla fine del tunnel, quella che i nostri governanti sostengono di vedere, nel modenese non c’è traccia. Il presidente di Confindustria Pietro Ferrari presentando i dati relativi al terzo trimestre del 2009 ha confermato che la tanto auspicata inversione di tendenza non c’è stata. Non solo, sebbene non ci siano imprenditori che si facciano prendere dallo scoramento e dalla voglia di mollare, ben il 34% di quelli interpellati conferma di aspettarsi ancora un ulteriore calo. Rispetto a un anno fa, l’industria manifatturiera modenese perde il 25% della produzione e del fatturato e il 21% dell’export. E i primi dati di ottobre sembrano essere sulla stessa linea: se continua così, il comparto trainante della nostra economia, ovvero la meccanica, perderà a fine anno 2 miliardi e mezzo di euro di export. “Il 2010 – ha concluso Ferrari – si prospetta come l’anno più difficile per questa provincia”. Se questo è il quadro complessivo, per Confindustria occorre cominciare a familiarizzare con un concetto fino a poco tempo fa estraneo a una delle economie locali più forti del paese: il ridimensionamento delle imprese. Il ceramico, ad esempio, testimonia che le nostre aziende non perdono quote di mercato, è il mercato stesso che è diventato più piccolo. Le noti dolenti arrivano al fatidico quesito: “Che fare?”. Ognuno, per il proprio ruolo – dicono da via Bellinzona – dovrà fare la sua parte. Occorre prolungare, ma in parte anche modificare, la cassa integrazione, ripensare le finalità stesse degli ammortizzatori sociali, incentivare e dotare di una dimensione regionale i Consorzi fidi, riconsiderare la destinazione dei fondi per il sistema complessivo del welfare.


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