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15mila posti di lavoro già persi, altri 10mila a rischio. I dati dell’osservatorio Cgil sulla crisi sono tutt’altro che incoraggianti. Per questo il sindacato torna a chiedere al Governo un cambio di marcia nella politica economica.

La sfida della Cgil. Al Governo, cui chiede un deciso cambio di passo nelle azioni di contrasto alla crisi; a Cisl e Uil, per far partecipare tutti i lavoratori al referendum sul contratto dei metalmeccanici e anche a Confindustria, perché non passi l’idea di riallineare il numero degli occupati all’effettivo bisogno produttivo. E proprio questa, al di là di tutto, è la grande emergenza dell’oggi, come dimostrano i dati dell’Osservatorio Cgil sulla crisi. Nel modenese, tra uscita dal lavoro dei precari, aumento della mobilità, anche a zero euro, fallimenti e minori ore lavorate dagli interinali, si sono persi dall’inizio della crisi oltre 15mila posti di lavoro e altri 10mila sono a rischio. A settembre, infatti, nel modenese i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga e con contratti di solidarietà sfiorano i 30mila, la metà di imprese meccaniche, un quarto nel settore ceramico. Parte da questi numeri inquietanti la decisione della Cgil di alzare ulteriormente la voce contro la crisi per chiedere al Governo misure straordinarie, in primis per difendere i posti di lavoro, con il raddoppio del periodo consentito di cassa integrazione e l’aumento delle indennità, anche di disoccupazione, ma il sindacato chiede anche un aumentare la spesa pubblica, rompendo i vincoli del patto di stabilità. La manifestazione del 14 novembre A sostegno di queste richieste e in vista della manifestazione nazionale del 14 novembre, lunedì prossimo i lavoratori modenesi saranno protagonisti al presidio permanente di piazza Navona a Roma, mentre giovedì 29, l’attivo provinciale si svolgerà straordinariamente in piazza Grande e le conclusioni saranno affidate al segretario generale, Guglielmo Epifani.


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