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Donato Pivanti invoca la consultazione dei lavoratori sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Intanto l’Assemblea di Hera ha dato il via libera alla chiusura delle società territoriali

“L’unica strada che resta per salvaguardare l’unità del mondo del lavoro e dell’azione sindacale, è il ricorso al referendum”: con queste parole il segretario provinciale della Cgil Donato Pivanti ribadisce la necessità di consultare i lavoratori sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici firmato solo da Cisl e Uil. Per Pivanti il discorso vale anche per l’altra grande intesa che ha sancito la spaccatura nella rappresentanza confederale del mondo del lavoro: l’accordo separato sul modello contrattuale siglato il 22 gennaio scorso. “Se Cisl e Uil – continua Pivanti – sono così convinte di interpretare la volontà di tutti i lavoratori, non possono sottrarsi alla necessaria verifica democratica, rimettendo alla decisione dei lavoratori le proprie scelte”. La Cgil riterrà l’esito di quel referendum vincolante. Pivanti, inoltre, punta il dito contro le aziende che, a livello locale, usufruiscono del ruolo di “mediatore dei conflitti” del sindacato più rappresentativo e, poi, a livello nazionale, firmano l’intesa separata con altri. Hera Modena addio, l’Assemblea chiude le SotVia libera all’aumento di capitale, con le azioni ordinarie che diventano 1115 milioni, e all’incorporazione di Prigeas, società che distribuisce gas nell’appennino modenese, già detenuta dal Gruppo. Ma soprattutto via libera alla chiusura delle sette attuali società operative territoriali, con l’integrazione della maggior parte dello loro attività nella capogruppo e di quelle commerciali in Hera comm. L’assemblea degli azionisti di stamattina ha di fatto dato il via libera all’operazione di riorganizzazione interna di cui si parlava da mesi, con il superamento delle Sot, le società operative che in origine avevano il compito di garantire il legame della nuova multiutility con i territori di riferimento. Un’operazione – ha spiegato l’ad Maurizio Chiarini – che porterà ad un risparmio di 8 milioni, grazie alla semplificazione burocratica e al riassorbimento del personale sino ad ora destinato a coordinare le attività delle diverse Sot. Ma l’azienda ha garantito che non ci saranno spostamenti e che tutto il personale resterà nelle rispettive sedi operative. Gli attuali cda delle Sot, invece, saranno sostituiti dai Comitati del territorio, guidati da un presidente e composti da 5 membri. Hera Modena, dunque, dal primo gennaio non esisterà più, ma per i clienti non cambierà praticamente nulla anche se tutta la gestione del commerciale passerà ad Hera comm. “Un’aggregazione – ha commentato il Sindaco Pighi, in risposta alle accuse di maggior lontananza dal territorio – fatta in favore dei cittadini”. Anche se sullo sfondo resta aperta la questione del decreto Ronchi che, se approvato senza modifiche, imporrebbe agli enti locali di ridurre il loro peso nelle ex municipalizzate. Bper si allea con i lussemburghesi di Farad La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha stretto un importante accordo di collaborazione con il broker assicurativo lussemburghese Farad. L’intesa mira ad offrire nuovi servizi alla clientela private della banca modenese. Farad, società indipendente, in collaborazione con le principali compagni assicurative internazionali, selezionerà per i clienti di Bper soluzioni personali su misura in particolare per quanto riguarda questioni ereditarie, trasferimenti di proprietà immobiliari o di società non quotate e tematiche connesse con lo scudo fiscale.   


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