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Opere pubbliche in deroga al patto di stabilità, sgravi fiscali per chi investe in risparmio energetico e progetti innovativi per la qualificazione del patrimonio artistico italiano. Sono alcune delle proposte anticrisi delle Cooperative di produzione e lavoro, associate a Legacoop.

Un colosso da 10 miliardi di euro di volume d’affari, che occupa 37mila addetti e nell’ultimo quinquennio ha visto il fatturato crescere del 25%. Sono i numeri delle 859 imprese che compongono l’associazione nazionale delle Cooperative di produzione e lavoro di Legacoop, alla cui guida c’è Carlo Zini, presidente della Cmb. In vista del congresso nazionale, in programma a Bologna a metà novembre, oggi pomeriggio al Baluardo della Cittadella si è svolta l’assemblea triennale degli associati modenesi. 22 cooperative, con poco meno di 4mila occupati e un valore della produzione che nel 2008 ha superato il miliardo e 650 milioni, con una crescita rispetto all’anno precedente del 18%. Ma inevitabilmente, questi numeri di bilancio non tengono conto della crisi mondiale che è stata invece al centro del confronto odierno. Tra le proposte che le Cooperative di produzione e lavoro avanzano per contrastare il calo degli ordini e salvaguardare l’occupazione: il varo di un piano straordinario di opere pubbliche, grandi e piccole, in deroga al patto di stabilità che lega le mani agli enti locali; un programma di recupero e riuso delle aree urbane degradate; la piena attuazione del Piano casa nazionale dando priorità all’housing sociale; il potenziamento degli sgravi fiscali per chi investe in risparmio energetico e nuovi criteri per la selezione delle imprese nei bandi pubblici. Misure che chiamano in causa direttamente il Governo e, in parte, gli enti locali, senza dimenticare però la necessità di continuare la crescita dimensionale delle cooperative associate. Soprattutto di quelle manifatturiere chiamate a competere a livello mondiale. E sempre in tema di competitività, il documento congressuale ribadisce l’importanza di avere forti rapporti di collaborazione con i centri di ricerca e le università, mentre per la crescita delle cooperative di progettazione si punta sul recupero dei beni storici e culturali.  


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