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Meno occupati in provincia di Modena e sempre più precari. Soprattutto giovani. La crisi continua a farsi sentire nel modenese.

Drammatica la situazione del mercato del lavoro modenese, secondo gli ultimi dati diffusi dall’osservatorio provinciale. Nei primi 8 mesi del 2009 è raddoppiato il numero dei disoccupati. 13mila e 700 i lavoratori iscritti alle liste di disoccupazione da gennaio ad agosto, contro i 6mila e 700 dello stesso periodo dell’anno scorso. Più 144% di ingressi nelle liste di mobilità. 4 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria autorizzati in Provincia, con una crescita del mille e cento per cento rispetto al 2008, e più 253% di ore di cassa integrazione straordinaria. 252 le aziende che hanno chiesto e ottenuto l’accesso agli ammortizzatori in deroga. A soffrire di più sono le imprese manifatturiere, del settore metalmeccanico e ceramico, che trainano al ribasso tutto il resto del sistema economico locale. Si continua a ad assumere, ma molto meno dell’anno scorso: nei primi 8 mesi del 2009 le assunzioni hanno registrato un saldo positivo di mille e cento contratti, rispetto ai 12mila del 2008. Il lavoratore modenese è sempre meno stabile. In calo soprattutto i contratti a tempo determinato e le trasformazioni da determinato a indeterminato. Tengono invece i contratti a termine, quelli di apprendistato e quelli di collaborazione. Nella media la flessione delle assunzioni di lavoratori stranieri, con un meno 29%. I nuovi disoccupati sono soprattutto maschi, per il 66%, e giovani: il 60% ha meno di 44 anni. A pagare di più la crisi sono infine i profili professionali meno qualificati, operai generici e manovali d’assemblaggio. Questi ultimi hanno perso il lavoro in misura più che doppia rispetto ad impiegati e dirigenti.


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