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La storica azienda, in crisi da tempo, non ha ancora annunciato dove intende trasferire la produzione di tortellini e pasta fresca. E i dipendenti temono l’allungarsi dei tempi e l’ombra della mobilità.

Abbandonati i salumi e gli insaccati, l’ormai quasi centenaria azienda Fini di Modena oggi è alla frutta, ovvero alla pasta fresca. Presso gli stabilimenti di Albareto infatti lo storico marchio produce solo i rinomati tortellini e la pasta fresca e le prospettive non lasciano per niente tranquilli i dipendenti, un’ottantina, che questa mattina sono rimasti fuori dall’azienda per presidiare i cancelli. Tutti sono in attesa che la proprietà presenti il piano di rilancio industriale necessario alla ripresa della produzione. Da Maggio 2008 i dipendenti si alternano nella cassa integrazione: oggi sono 43 i lavoratori interessati dal provvedimento. A fine settembre la proprietà doveva annunciare presso quale nuovo stabilimento, di dimensioni più ridotte, dovrà essere trasferita la produzione. Ma ancora nulla. I dipendenti sono preoccupati che i tempi si allunghino fino al punto da compromettere la possibilità di effettuare l’eventuale trasloco prima del Maggio 2010, quando scadranno i termini della cassa integrazione. Dopo di essa, dicono preoccupati, si apre l’ipotesi della mobilità e quindi, la perdita di posti di lavoro. E nulla di fatto questa mattina nell’incontro tra i rappresentanti sindacali della Nacco e la proprietà, nella sede di Confindustria a Modena. I lavoratori parlano di un muro contro muro, e confermano lo sciopero ad oltranza dopo la conferma della volotà di chiudere lo stabilimento entro l’anno, e di non ritirare le procedure di licenziamento. Dopo 4 ore di confronto, la discussione è stata aggiornata a venerdì mattina, sempre presso Confindustria.


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