in:

L’ufficiale giudiziario ha rinviato stamattina l’esecuzione dello sfratto di 18 famiglie a Roccamalatina, mentre a San Prospero l’amministrazione sta incontrando gli inquilini del Palazzo Sole per cercare una soluzione. Due casi limite che fanno riflettere.

Il 15 ottobre le 15 famiglie che da anni abitano il fatiscente palazzo Sole di San Prospero saranno sfrattate, a causa di un contenzioso tra la proprietà e l’amministrazione comunale. “Famiglie di immigrati regolari – denunciano Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra per Modena e Amici di Beppe Grillo in una lettera al prefetto – che da anni vivono e lavorano nel modenese e pagheranno per una disputa legale su cui non hanno responsabilità”. Una situazione limite cui l’amministrazione comunale di San Prospero intende rispondere trovando degli alloggi alternativi. Proprio questa sera, il sindaco Mario Ferrari ha iniziato gli incontri con le famiglie interessate per mostrare loro le abitazioni trovate. Entro la fine della settimana, Ferrari si augura di aver dato un tetto alternativo alle quasi sessanta persone coinvolte, comprese donne e bambini. E, magari, questo sfratto consentirà di migliorare la qualità urbana della zona. Ancora più paradossale la situazione di 18 famiglie di Roccamalatina, cui stamattina l’ufficiale giudiziario ha rinviato lo sfratto esecutivo per dare loro il tempo di cercare una soluzione alternativa. “Anche in questo caso – denuncia Stefano Lugli, segretario provinciale di Rifondazione – non si tratta di persone che non pagavano l’affitto, ma di un contenzioso tra tre banche e la proprietà”.


Riproduzione riservata © 2018 TRC