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Un impresa su tre non ha ottenuto, tra giugno e settembre, i finanziamenti richiesti alle banche. Lo rivela il quinto sondaggio di Confindustria Modena sul rapporto banca-impresa. Ad un anno dall’inizio della crisi mondiale la situazione resta difficile.

La crisi mondiale sembra aver toccato il punto più basso, ma la ripresa è così lenta che molte imprese sono a corto di ossigeno. Il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, sino ad ora, ha consentito di salvaguardare l’occupazione, ma per quanto riguarda il credito, ossigeno altrettanto fondamentale per le aziende, la situazione resta complessa. E questo nonostante le azioni anticrisi di Regione e Provincia; le convenzioni con gli istituti di credito e le azioni di stimolo di Cofim, il consorzio fidi che ora si fa garante per le imprese presso le banche per una parte cospicua del finanziamento. Lo rivela il quinto sondaggio banca-impresa di Confindustria Modena, riferito al periodo giugno settembre. La stretta creditizia si tocca con mano sotto forma di riduzione del monte fidi, peggioramento delle condizioni bancarie, aumento delle richieste di rientro e delle garanzie. Misure cui si aggiunge il numero cospicuo di aziende che non ha ottenuto il finanziamento richiesto per esigenze di liquidità: una su tre. Ciò nonostante – sottolineano a Confindustria – con le banche a più forte vocazione territoriale i rapporti sono buoni, ma il problema dell’accesso al credito è un problema mondiale. Da qui la richiesta all’Unione Europea di rivedere i parametri di Basilea 2 e all’Abi regionale di estendere la moratoria di un anno sui debiti anche a chi ha beneficiato di contributi pubblici. Un accordo tra Unicredit e il Comune di Soliera per anticipare i pagamenti delle fatture ai fornitori dell’amministrazione stessa. Grazie ad una semplificazione i fornitori dell’ente possono chiedere a Unicredit un anticipo degli importi fino a 360 giorni. Una boccata d’ossigeno per le aziende che lavorano con l’amministrazione solierese in questo momento di crisi.


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