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Ancora in forte flessione le esportazioni delle aziende modenesi. Secondo i dati della Camera di Commercio il secondo trimestre dell’anno è andato addirittura peggio del primo. In sei mesi la riduzione dei volumi ha superato il 26%.

Per chi pensa che la crisi economica si batta con l’ottimismo, diciamo subito che nei primi sei mesi dell’anno Modena ha raggiunto la vetta della graduatoria regionale per il volume complessivo delle esportazioni, 4187 milioni di euro, superando così Bologna scesa a 4064 milioni. Campanilismo economico, ma nulla più perché il sorpasso non deriva da un aumento dell’export, ma da un crollo minore. E crollo è la parola giusta per commentare i dati del primo semestre dell’anno in rapporto allo stesso periodo del 2008. In sei mesi la riduzione, secondo i dati diffusi oggi dalla Camera di Commercio, è stata del 26,1%, 1000 milioni in meno in valori assoluti. Un’enormità. Una flessione leggermente inferiore alla media regionale, -26,8%, ma superiore al dato nazionale, -24,2%. E quello che preoccupa ancora di più è che il secondo trimestre dell’anno è andato ancora peggio del periodo gennaio-marzo. Abbastanza uniforme la contrazione delle esportazioni per area geografica, -27,6% verso i mercati dell’Unione Europea, -30,3% verso gli Stati Uniti, le due realtà più rilevanti in termini assoluti. Calo delle esportazioni che ha riguardato tutti i settori produttivi ad eccezione di tessile-abbigliamento, degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e di computer e apparecchi elettronici e ottici. Un quadro a tinte fosche che non migliora se si analizza il mercato interno. Tra le questioni aperte, oggi, Cgil punta l’indice sulla crisi nell’edilizia e chiede forti interventi pubblici a sostegno del settore attraverso l’acquisto del patrimonio immobiliare privato invenduto.


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