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Record negativo per le imprese modenesi con meno di 50 dipendenti: mai così male la produzione, come confermano i dati diffusi dalla Cna.

Forse la fase più difficile della crisi è stata superata, come da più parti ci viene detto, ma come sarà la ripresa e soprattutto quante e quali aziende saranno in grado di approfittarne è ancora tutto da capire. I dati relativi al secondo trimestre del 2009 per le piccole e medie imprese associate a Cna dimostrano come la caduta dei principali parametri produttivi ed economici, divenuta drammatica nei primi mesi di quest’anno, ha continuato la sua corsa anche tra aprile e giugno. Anzi, per quanto riguarda la produzione con un -19,2% si è registrato il peggior dato di sempre. Per il sesto trimestre consecutivo si è in rosso: l’ultimo dato che vedeva la produzione in crescita risale addirittura ad un anno e mezzo fa, alla fine del 2007. Tutti i comparti hanno segni in negativo sia per la produzione che per il fatturato che per gli ordini interni e quelli dall’estero. Paradossalmente, in minore affanno sembra essere uno dei settori che, negli ultimi anni, ha sofferto di più: la maglieria. Meno verticale è la caduta anche per il comparto ceramico, che per le piccole e medie imprese significa “terzo fuoco”. Molto pesante la situazione dell’alimentare che viene travolto dal calo dei consumi e dalla ridotta capacità di spesa delle famiglie. Seria anche la situazione nel comparto trainante della nostra economia, il meccanico: le previsioni per il 2009 parlano di un ribasso complessivo della produzione del 21,3%. In autunno – dicono alla Cna – ci saranno davvero “lacrime e sangue” per le imprese meno competitive, ovvero quelle meno concorrenziali per qualità e prezzi, ma anche per quelle con maggiori problemi finanziari. E quando la ripresa finalmente ci sarà, potrà crescere solo chi avrà la capacità di individuare gli spostamenti della domanda mondiale. Un compito che spetta al sistema produttivo modenese nel suo complesso.


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