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Il sistema cooperativo tiene anche nel primo semestre 2009. Continua la crescita, anche se a velocità più rallentata, delle imprese della grande distribuzione, delle costruzioni e dei servizi alla persona.

Un valore della produzione di 6.373 milioni di euro (+8,4% sul 2007), un’occupazione in crescita del 4% rispetto al 2007 e con contratti di lavoro per la stragrande maggioranza a tempo indeterminato. In aumento le adesioni sociali, specie tra i soci di Coop Estense e Abitcoop, e il patrimonio netto delle cooperative, che sfiora i 2mila milioni di euro, 510 di capitale sociale. I buoni risultati dei bilanci 2008 delle 159 imprese aderenti a Legacoop si riflettono, anche se più contenuti, sugli andamenti del 2009. Nel complesso, infatti, l’imprenditoria cooperativa sta manifestando una tenuta migliore di altri sistemi d’imprese. Con delle differenziazioni: le cooperative agroalimentari, comparto d’eccellenza dell’economia modenese, hanno evidenziato difficoltà sui margini delle filiere macellazione carni, sul Parmigiano reggiano e sul settore vitivinicolo. Più preoccupanti le prospettive di alcuni comparti delle cooperative dei servizi all’impresa e alle persone, i cui lavoratori sono privi dei classici ammortizzatori sociali; in tensione anche il comparto dell’autotrasporto con cali di fatturato del 40% e picchi fino all’80%. Le cooperative industriali stanno affrontando la crisi con il ricorso agli ammortizzatori sociali, ma allo stesso tempo investendo in tecnologia e ricerca. Il settore delle costruzioni sarà uno di quelli più coinvolti dalla recessione, ma ci sono delle realtà come Cmb che stanno sviluppando ulteriormente i loro cantieri in tutta Italia. Da esempio il caso della Cooperativa Costruzioni di Modena che, dovendo fronteggiare un repentino calo degli ordinativi, ha accompagnato l’attivazione della Cassa integrazione con un’auto-tassazione di tutti i colleghi per mantenere ai cassintegrati uno stipendio mensile di mille euro. Infine le cooperative di distribuzione, Coop Estense e Nordiconad, che si sono proposte come ‘forza anticrisi’, tutelando i redditi delle famiglie con azioni volte al contenimento dell’inflazione, garantendo la convenienza dei prodotti a marchio e la sicurezza alimentare. “A conclusione dell’analisi – commenta Roberto Vezzelli, presidente di Legacoop – si confermano validi anche su Modena i due assi di indirizzo del sistema Legacoop Nazionale e Regionale. Da un lato lo sforzo di mantenere inalterata la capacità produttiva delle cooperative aderenti, il loro posizionamento sul mercato di riferimento, difendendone i patrimoni, le competenze umane, l’occupazione, le qualità tecnologiche ed operative, ricorrendo quando necessario agli strumenti classici (CIGO, CIGS, contratti di solidarietà) ed a quelli tipicamente cooperativi insiti nella Legge 142 (socio/lavoratore) ed intensificando il lavoro di razionalizzazione ed efficentamento lavorando in modo puntuale su tutti i costi aziendali ed i livelli di produttività. Dall’altro lato proponendo progetti imprenditoriali in grado di riposizionare le cooperative ad un livello più alto rispetto a quello di inizio crisi, in quanto alla fine di essa sarà più alto e sfidante il grado di competitività in tutti i mercati e più alte le qualità da esprimere in essi per avere andamenti positivi e di successo. Al centro di questi progetti – continua Vezzelli – va tenuta e sviluppata la capacità di fare rete tra le cooperative, di realizzare sinergie, di mettere insieme ed integrare le conoscenze, il patrimonio umano, il patrimonio economico, i patrimoni tecnologici. Vanno orientate allo scopo le reti di sistema: finanziarie nazionali e territoriali, consorzi commerciali, strutture di servizio.


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