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Lavoratori del Gruppo Impronta Italgraniti in piazza oggi a Rubiera per chiedere risposte alla proprietà; intanto domani è previsto un nuovo incontro in Regione. E la crisi continua, a dirlo la Camera di commercio.

495 lavoratori del Gruppo Impronta Italgraniti rischiano di perdere definitivamente il posto di lavoro. La produzione è, infatti, ferma da due settimane ed è partita la cassa integrazione ordinaria che da settembre potrebbe trasformarsi in contratti di solidarietà. Preoccupazione e sconcerto tra i dipendenti, che da due mesi non ricevono lo stipendio. Questa mattina si è tenuta una manifestazione a Rubiera di fronte al Teatro comunale per chiedere risposte alle banche e alla proprietà che continuano un braccio di ferro le cui vittime sono gli stessi lavoratori. Intanto domani mattina è previsto un nuovo incontro in Regione con l’assessore Duccio Campagnoli, gli assessori delle province di Modena e Reggio Emilia, le Rsu e le rappresentanze sindacali. Camera di commercio: la crisi continuaMai come in questa crisi, l’industria manifatturiera modenese ha fatto ricorso alla cassa integrazione. A giugno l’aumento di ore ordinarie concesse dall’Inps ha sfiorato il + 700%. Il secondo trimestre dell’anno ha senza dubbio rappresentato la fase più acuta della crisi economica. La produzione e il fatturato hanno registrato un’ulteriore contrazione e di notevole entità, mentre le attese per un recupero nella seconda parte dell’anno restano ancorate a una ripresa della domanda internazionale. La buona notizia è il clima di fiducia delle imprese che lascia comunque intravedere qualche elemento di miglioramento. Sono questi i segnali che arrivano dall’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Modena sullo stato di salute di un campione statisticamente rappresentativo delle imprese manifatturiere. Nel dettaglio: nel periodo aprile-giugno 2009 l’indice della produzione industriale ha segnato un – 27,6% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, 6 punti in meno rispetto al primo trimestre dell’anno. In picchiata anche il fatturato che ha registrato una battuta d’arresto, -25,4% (era sotto al 20% nei primi tre mesi dell’anno). I settori più in difficoltà sono quelli trainanti della nostra economia: le piastrelle (-37% per la produzione e -24% per il fatturato), la meccanica (-44,8% e –45,5%), l’elettronica (-31,8% e -30,1%) e i mezzi di trasporto (-37,7% e -32,2%) con tutto il relativo indotto. L’unica eccezione è il biomedicale dove la produzione è aumentata del 10% e il fatturato del 7,5%. Su questi dati pesa il crollo degli scambi internazionali: nel primo trimestre dell’anno la caduta dell’export era stata del 21,4%; nel mese di aprile si era già arrivati al 38,4%. Un barlume di luce arriva dagli ordini in portafoglio, ma gli imprenditori modenesi non si fanno illusioni: la possibile ripresa si preannuncia comunque lenta. Diverso il discorso per il mercato del lavoro. E’ adesso che si entra nella fase più acuta: le conseguenze dell’arresto della produzione diventano ora evidenti con la perdita dei posti di lavoro e, malgrado gli imprenditori modenesi abbiano reagito facendo ricorso alla cassa integrazione, negli ultimi tre mesi l’occupazione si è contratta di un 4,2%. Ecoincentivi autoSono state 1337 le vetture immatricolate nel mese di luglio acquistate facendo ricorso agli eco-incentivi in provincia di Modena. I dati sono dell’Automobile Club d’Italia che sottolinea l’incremento, rispetto a giugno, dello 0,53%. I modenesi hanno dedicato maggiore attenzione alle vetture con cilindrate comprese nella fascia tra i 1200 e i 1500 cavalli.


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