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Lla crisi continua a mordere ed ora colpisce prevalentemente l’occupazione. Lo dimostra uno studio di Confesercenti sulle imprese del commercio.

La crisi non è passata, anzi. Adesso il rischio concreto è che la difficoltà delle aziende si trasferisca sempre più sull’occupazione, con gravi ripercussioni sulle famiglie. A livello nazionale, l’Istat ha rilevato che il fatturato industriale a maggio è sceso ancora rispetto ai minimi di aprile, anche se si registra una lieve ripresa degli ordini trainata dall’export. Il rischio concreto è che a settembre le aziende più piccole alzino bandiera bianca. A rischio ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro, come evidenzia uno studio di Confesercenti Modena tra le imprese del commercio e dei servizi. In un anno, tra le 1000 aziende interessate dall’analisi, si sono persi 1000 posti di lavoro. A pagare le conseguenze della crisi di pubblici esercizi, piccolo commercio e servizi alla persona sono soprattutto i lavoratori con contratti a progetto, calati del 16e4%, ma anche i contratti a tempo determinato si stanno azzerando. Da qui la richiesta di Confesercenti di rendere al più presto operativi gli ammortizzatori sociali in deroga previsti da Governo e Regione. Lapam, invece, punta l’indice sulle difficoltà del settore moda, come dimostra anche la messa in liquidazione della Cherry grove di Vignola che lavora per importanti marchi come Alessandro dell’Acqua e Borbonese. I sindacati, in vista dell’incontro di martedì prossimo con la proprietà, hanno proclamato lo stato di agitazione permanente con blocco delle merci in uscita, nella speranza di salvare i 40 lavoratori interessati e ottenere ilò pagamento degli stipendi arretrati. Uno stato di malessere diffuso che coinvolge un numero sempre maggiore di famiglie, da qui la richiesta del segretario provinciale della Cisl, Francesco Falcone, ai Sindaci, affinché taglino tutte le spese possibili per concentrare l’attenzione e gli aiuti su cassintegrati e disoccupati.


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