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No ai licenziamenti ma la piena applicazione del patto regionale per attraversare la crisi economica. A questo proposito Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio di lavoratori per martedì 14 luglio, davanti alla sede di Confindustria.

Un milione e cento mila ore tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria utilizzate in provincia di Modena nel corso del 2009. Sono già due milioni e trecentomila, invece, quelle utilizzate, sempre a Modena, nel primo semestre del 2009. Un dato che parla da solo. E le previsioni per l’autunno sono pessime: da un lato le tante imprese che a settembre dopo le ferie estive non riapriranno, come annunciato dalla stessa leader nazionale di confindustria Emma Marcegaglia, e dall’altro la difficile situazione di quei lavoratori che proprio a settembre ottobre termineranno le 52 settimane di cassa integrazione cominciate lo scorso autunno e che si ritroveranno e che dopo il periodo di disoccupazione si ritroveranno senza stipendio. Cgil Cisl e Uil con la mobilitazione di martedì quindi di tutelare l’occupazione piena applicazione del patto regionale siglato a maggio che ha come obiettivo la salvaguardia dell’occupazione con la possibilità di attivare gli ammortizzatori ordinari ed in deroga, per la quale sono stati stanziati 520 milioni di euro tra risorse nazionali e regionali. Accordo non firmato da Confindustria. Interauto, è cassa integrazioneI 109 lavoratori modenesi del gruppo Mercedes Interauto di Modena da oggi sono in cassa integrazione. Dopo giorni di mobilitazione, ieri in Regione, i sindacati hanno raggiunto un accordo che scongiura la messa in liquidazione del gruppo e prevede il pagamento di buona parte dello stipendio per un anno. In regione sono oltre 300 i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione ordinaria. Resta grande incertezza per il futuro dell’azienda – per i sindacati di categoria della Cgil – ma, in questo modo – dicono- i lavoratori non subiscono il licenziamento e per 12 mesi sono coperti in termini di retribuzione. Anche lo stipendio di giugno sarà pagato per il 70%. Tutte le iniziative di protesta sono sospese.


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