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I dipendenti modenesi del gruppo Mercedes Interauto hanno incontrato questa mattina il neo eletto assessore provinciale al lavoro Francesco Ori. E a maggio, rispetto lo scorso anno, le imprese di Modena hanno utilizzato il 1.500% in più di ore di cassa integrazione.

Una ricca rappresentanza dei 109 dipendenti modenesi del gruppo Mercedes Interauto, che ieri ha proclamato lo sciopero a oltranza, si è ritrovata questa mattina davanti alla sede dell’assessorato provinciale al lavoro. Un presidio e un incontro con il neo eletto assessore Francesco Ori, con lo scopo di illustrargli lo stato di una vertenza che nei prossimi giorni vivrà due momenti che potrebbero rivelarsi decisivi: l’incontro di lunedì con la proprietà, la famiglia Santi, che non ha fin qui dato risposte ritenute dai lavoratori convincenti sul futuro dell’impresa e sulle garanzie occupazionali, e il tavolo regionale di mercoledì al quale potrebbe prendere parte anche una rappresentanza di Mercedes Italia. Intanto oggi è in programma un consiglio d’amministrazione dell’azienda che potrebbe introdurre nuovi elementi nella vertenza sindacale. Cassa integrazione, record a maggio A maggio le imprese della provincia di Modena hanno utilizzato 695.699 ore di cassa integrazione: è il dato più elevato di sempre, un monte ore 15 volte maggiore rispetto a un anno fa, più del doppio se guardiamo al mese precedente. Un record negativo per Modena che in questa non proprio lusinghiera classifica al contrario si piazza al terzo posto. Peggio di noi Bologna e Ferrara, ma alla luce delle capacità produttive delle singole province, i tempi sono bui anche per Reggio Emilia e Forlì – precisa la Cna. Tornando ai dati di maggio, il ricorso alla cassa integrazione ha interessato prevalentemente gli operai; per solo un 8% gli impiegati. Parliamo ancora di cassa integrazione ordinaria, anche se ci sono già delle aziende che hanno avuto accesso ad interventi straordinari: per Modena siamo ancora sotto all’8%. I settori più coinvolti sono quelli che da sempre trascinano l’economia dei nostri distretti: la meccanica, che da sola ha avuto accesso a quasi il 60% delle ore autorizzate, e poi l’edilizia e, in misura minore, il tessile-abbigliamento. “A costo di passare per catastrofisti – commenta Luigi Mai, presidente di Cna Modena – siamo convinti che il peggio arriverà dopo le ferie”. E se da una parte alcuni interventi del Governo, seppure arrivati in ritardo, e l’attenzione delle nuove amministrazioni locali ai temi economici sono elementi positivi, il presidente di Cna lamenta la mancanza di un sostegno concreto per la piccola impresa. Un esempio? Le agevolazioni sul consumo di gas, a favore solo delle grandi imprese.


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