in:

Aziende in crisi. Il sindacato mette in evidenza alcune situazioni: i lavoratori licenziati in tronco dalla Edizioni Apple Press o il possibile ridimensionamento della Italtractor di Fanano. Ed è ancora in alto mare la vertenza del Gruppo Fini.

“Il marchio Fini è nato a Modena e ha sempre rappresentato un simbolo per l’industria agroalimentare del territorio, ci sono in ballo decine di posti di lavoro e una tradizione da difendere”. Parole del presidente della Provincia Emilio Sabattini che ha dato la propria disponibilità per trovare una soluzione alla vertenza. Dal 12 giugno nello stabilimento di Albareto è cessata anche la produzione di pasta ripiena fresca, l’unica scampata allo spezzatino del marchio. E il piano di salvataggio della nuova proprietà non dà sufficienti garanzie ai lavoratori.Difficoltà anche per la Italtractor di Fanano. Per il 23 giugno è fissato un nuovo incontro con l’azienda, ma le premesse non sono incoraggianti. Qualche giorno fa, nella sede della Confindustria di Frosinone, i vertici del gruppo hanno proposto l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria per crisi su tutti e tre gli stabilimenti italiani: oltre a quello modenese, quelli di Potenza e di Ceprano. Martedì i sindacati chiederanno la salvaguardia della produzione e dell’occupazione.E i sindacati mettono in luce un’altra situazione difficile, quella della Edizioni Apple Press Group che a Modena edita riviste di annunci, che tutti abbiamo abbiamo avuto tra le mani come Il Caffè, o Modena Affari e tutte le altre edizioni della provincia. Negli ultimi sei mesi – denuncia la Filcams Cgil – la società ha licenziato una dozzina di lavoratori, senza avviare alcun confronto coi sindacati o le procedure legate agli ammortizzatori sociali. La Filcams Cgil ha raccolto varie denunce tra i lavoratori, sulle modalità dei licenziamenti e su una serie di irregolarità riscontrate: faranno parte di un dossier che verrà inviato alla direzione provinciale del lavoro.


Riproduzione riservata © 2016 TRC