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18mila addetti in cassa integrazione, un migliaio tra negozi ed esercizi commerciali in meno: dati che fotografano la crisi che sta attraversando Modena. Questa mattina l’attivo unitario di Cgil, Cisl e Uil per decidere strategie comuni.

18mila addetti in cassa integrazione, un migliaio tra negozi ed esercizi commerciali in meno: dati che fotografano la crisi che sta attraversando Modena. Questa mattina l’attivo unitario di Cgil, Cisl e Uil per decidere strategie comuni…. Sono quasi 500 le aziende modenesi coinvolte in varia misura nella crisi; 18mila i lavoratori in cassa integrazione nel settore dell’industria su un totale di 31mila. Alla fine di marzo i disoccupati erano quasi 43mila (erano 30mila alla fine del 2007). Sono 6mila gli iscritti alle liste di mobilità, il 40% senza alcuna indennità. I settori più colpiti sono quelli del meccanico e del ceramico, la forza motrice dell’economia modenese. Basterebbero questi dati per fotografare lo stato della crisi nella nostra provincia, ma c’è tanto di più: nel 2008 sono stati 17mila in meno rispetto al 2007 gli avviamenti al lavoro. Ci sono un migliaio di piccoli esercizi commerciali in meno e nel primo trimestre del 2009 le vendite al dettaglio sono calate del 6%. In un anno sono scomparse 250 imprese edili e il settore ha perso mille lavoratori: dall’inizio dell’anno 65 ditte edili sono fallite. La scure colpisce tutti: i lavoratori a tempo determinato e gli interinali – categorie già deboli di partenza – sono calati del 50%. Il peso della crisi lo si è toccato con mano questa mattina all’attivo unitario dei sindacati confederali, riunito nel salone Corassori di piazza Cittadella: un momento di confronto, molto partecipato, a tratti acceso, per parlare dello stato dell’economia modenese, per capirne le cause e per individuare la strada per affrontarla. Significativo l’intervento di Chahid El Mostafa, marocchino in Italia dal ’91, due figli, delegato della Fim Cisl. Ai sindacalisti presenti ha chiesto tutele anche per i lavoratori immigrati: “Quando un lavoratore straniero perde il posto di lavoro – ha detto – perde il permesso di soggiorno e per la legge italiana diventa clandestino”. “La crisi c’è e la sentiamo, nonostante il tentativo del Governo di negarla”. Sono preoccupati i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Guardano all’immediato futuro in modo disincantato e con poco ottimismo. Alle porte dell’estate, sono settembre e ottobre i primi traguardi, quando finirà la cassa integrazione a 52 settimane e si testerà la volontà delle imprese ad affrontare la crisi in termini nuovi. Per i sindacati confederali la soluzione è nell’accordo regionale, firmato ai primi di maggio con Regione e le organizzazioni dei datori di lavoro, ma senza il sì di Confindustria, che prevede, tra gli alti punti qualificanti, anche l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, quelli per le categorie che finora non erano coperte.


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