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Il 2008 è stato un anno di sostanziale tenuta per la cooperative emiliano-romagnole aderenti a Legacoop. Non mancano i segnali di difficoltà legati alla crisi, soprattutto in alcuni comparti.

Dal punto di vista strettamente economico, le performance migliori sono quelle ottenute dalle cooperative sociali che, nel 2008, hanno registrato una crescita del fatturato pari all’8 per cento. Margini più risicati, ma pur sempre a segno “più”, per le cooperative agroalimentari, quelle di produzione e lavoro, consumatori, dettaglianti e abitanti. Tra le cooperative di servizio, invece, preoccupano i risultati dei settori trasporto merci e logistica che, più di altri, hanno risentito della crisi di meccanica e ceramica. Sono, in estrema sintesi, gli andamenti registrati nel 2008 dai principali settori della cooperazione aderente a Legacoop in Emilia Romagna. Il confronto con l’anno precedente fa emergere una situazione in chiaroscuro anche all’interno di ciascun comparto. Nell’agroalimentare, che è rappresentato in regione da oltre 240 cooperative, la sostanziale tenuta dell’ortofrutta si contrappone al calo della domanda del settore vinicolo e al forte sbilanciamento tra domanda e offerta che penalizza il comparto lavorazione carni. Per quanto riguarda invece le cooperative dei consumatori, il 2008 ha visto da un lato un aumento dei punti vendita e degli occupati, dall’altro una riduzione degli utili d’esercizio, derivata, in parte, dalle politiche di contenimento prezzi attuate per tutelare il potere d’acquisto dei soci. “Alla luce degli andamenti economici – ha commentato il presidente regionale Legacoop Paolo Cattabiani – abbiamo tutte le ragioni per essere preoccupati, ma anche motivi per non essere disperati. Esistono le condizioni – ha concluso – per avviare processi di grande rilevanza imprenditoriale che potranno portare allo sviluppo e non solo alla tenuta”.


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