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Tra il primo e il secondo trimestre di quest’anno si colloca il massimo picco negativo per l’economia modenese: la conferma nei dati raccolti dalla Camera di commercio.

In queste settimane ciascuno di noi lo ha vissuto nella propria quotidianità, ora arrivano anche i dati a confermarlo: nei primi tre mesi di quest’anno l’economia modenese ha subito una frenata così brusca come gli imprenditori non vedevano da anni. Le voci principali dell’industria manifatturiera locale sono tutte in negativo e tutte in doppia cifra: la produzione industriale registra un calo del 22,4%, in netta flessione il fatturato con un -20,1%, male pure gli ordini con cali del 18,1% nel mercato interno e del 20,5% sui mercati esteri. Anche il ricorso alla cassa integrazione ha avuto un’impennata. E’ il quadro che emerge dai primi dati dell’indagine congiunturale della Camera di commercio che, come di consueto, rileva lo stato di salute di un campione statisticamente rappresentativo delle imprese modenesi. Le contrazioni più marcate si sono registrate in quei settori che, negli anni passati, avevano trainato la nostra economia, ovvero le piastrelle in ceramica, la meccanica e i mezzi di trasporto. In difficoltà anche il tessile-abbigliamento nel suo complesso. Flessioni più contenute nell’alimentare. Unico comparto in controtendenza, il biomedicale. Di fatto, dati come questi, fanno pensare che il massimo picco negativo generato dalla crisi mondiale, nella nostra provincia, sia da collocarsi tra il primo e il secondo trimestre dell’anno. L’unico elemento che fa sperare è che le aspettative per i prossimi mesi degli imprenditori sono un po’ meno pessimistiche. “Si tratta di dati evidentemente negativi – commenta il presidente della Camera di commercio Maurizio Torreggiani – che però ci aspettavamo. E alcuni interventi sono stati già messi in campo: come lo stanziamento di un milione di euro destinato ai consorzi fidi”. Gli analisti sperano che nella seconda metà del 2009 si possano avvertire se non i primi segnali della ripresa, almeno un primo seppur lieve recupero della domanda mondiale.


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