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Raggiunto nelle scorse settimane l’accordo alla Terim di Baggiovara per scongiurare la messa in mobilità di 160 lavoratori. “Le crisi aziendali si possono affrontare anche senza licenziamenti” dicono con soddisfazione Fim Fiom e Uilm.

Un’azienda che ha risentito in modo particolare della crisi economica e della concorrenza dei paesi esteri, in particolare Cina e Turchia, che nell’ultimo anno ha visto un calo delle vendite del 35%. La proprietà di Terim, storica azienda fondata nel 1955 che produce forni e cucine, con due stabilimenti uno a Baggiovara ed uno a Rubiera, aveva annunciato la volontà cessare parte della produzione con la messa in mobilità di 160 lavoratori. Nelle ultime settimane FIM FIOM E UIL hanno raggiunto un importante accordo sindacale, che vede da un lato il rilancio del piano industriale e dall’altro l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali, come contratti di solidarietà e cassa integrazione straordinaria. Approvato dal ministero del lavoro lo scorso 28 aprile, l’accordo prevede 12 mesi di cassa integrazione straordinaria a rotazione per 158 lavoratori, estensibile ad altri 12 mesi, a condizione che entro un anno 33 lavoratori vengano ricollocati dall’azienda e un contributo di 100 euro mensili per i lavoratori a zero ore. Si calcola che nel modenese, nel solo settore metalmeccanico, siano 12 mila i lavoratori in cassa integrazione, pari al 35% dell’intera forza lavoro. Con accordi di questo tipo, secondo Fim Fiom e Uilm, si potrà fare fronte ad altre crisi aziendali che continueranno purtroppo a manifestarsi da qui ai prossimi mesi


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