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Forum Monzani da tutto esaurito per la visita modenese di Emma Marcegaglia. La presidente di Confindustria ha parlato della crisi e ha chiesto al Governo più risorse per prolungare la cassa integrazione e facilitare il credito alle imprese, ma anche di rivedere il patto di stabilità.

Strizza l’occhio ad Obama, chiede ai grandi del mondo poche parole e fatti concreti, dice no ad ogni protezionismo, bacchetta la Cgil sul contratto, ma riconosce che in Emilia Romagna con tutti i sindacati, compresa la Fiom, si può dialogare e si fanno le cose per bene. E non è nemmeno indulgente con il Governo, nonostante gli indici di gradimento di Berlusconi. Decisamente Emma Marcegaglia, presidente degli industriali italiani, di fronte alla crisi ha deciso di giocare una partita tutta all’attacco. Senza tatticismi, senza giri di parole, con uno stile molto poco italiano. Una conferma la si è avuta oggi pomeriggio a Modena dove in un Forum Monzani gremito da associati di Confindustria arrivati da tutta la Regione, la presidente nazionale ha riepilogato le posizioni dell’associazione sulla crisi, a cominciare dai numeri, contestati dal Ministro Sacconi, Pil in calo del 3,5% nel 2009, con leggere ripresa (+0,8%) nel 2010, e perdita di 500mila posti di lavoro entro fine anno. Ma i dati, in questa crisi mondiale senza precedenti e per questo senza punti di riferimento e ricette facili, non sono tutto. “Conta – ha detto la Marcegaglia agli associati di Confindustria – aver voglia di scommettere ancora sul futuro, continuare ad investire in innovazione, lavorare sull’efficienza, riducendo gli sprechi e aumentando la patrimonializzazione”. Scommettere sul futuro significa anche per la presidente di Confindustria che gli industriali italiani dovranno riuscire ad essere protagonisti degli inevitabili processi di aggregazione dei prossimi anni. Senza chiedere o desiderare misure protezionistiche che anzi vanno contrastate a livello mondiale, perché il meglio del made in Italy e soprattutto della produzione modenese vivono di export. Fiducia nel futuro e disponibilità ad investire in ecologia, come proposto da Obama, soprattutto su fonti rinnovabili e risparmio energetico “a patto che le regole siano uguali per tutti, Stati Uniti e Cina compresi”, ma anche la necessità di superare questa fase difficilissima. Da qui le richieste al Governo ribadite dalla Marcegaglia: allungamento del periodo di cassa integrazione, più risorse per gli ammortizzatori sociali e per il fondo di garanzia al credito e soprattutto allentamento dei vincoli agli enti locali, alle prese con un patto di stabilità troppo rigido.


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