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Raggiunta l’ipotesi d’accordo per Emilceramica: nessun licenziamento coatto, cassa integrazione a rotazione e incentivi per le uscite. Risolto oggi un altro importante nodo nel settore ceramico.

Dopo la scampata messa in liquidazione di Iris, con il prospettato licenziamento di centinaia di persone, oggi si è chiusa un’altra importante, e anche dura, vertenza nel settore ceramico. Raggiunto in Regione, alla presenza dell’assessore Campagnoli, l’ipotesi d’accordo tra i sindacati ed Emiliceramica, rappresentata dall’amministratore delegato Sergio Sassi. L’intesa parte dal ritiro dei 116 licenziamenti conseguenti alla chiusura dello stabilimento di Solignano. La fabbrica, in tempi brevi, cesserà comunque l’attività, ma i lavoratori verranno riassorbiti nelle altre strutture del gruppo, principalmente a Fiorano. L’azienda, attraverso incentivi per pensionamenti o mobilità volontaria, conta di liberare varie decine di posti. Intanto, partirà per tutti i 717 dipendenti la cassa integrazione straordinaria, che probabilmente sarà a rotazione e che durerà dai 24 ai 36 mesi. Estremamente soddisfatti per i termini dell’accordo i sindacati, perché si evitano licenziamenti coatti. Nicola Pessano, della Cgil, ha anche voluto ringraziare i lavoratori, che hanno continuato proteste e forme di lotta ad oltranza, riuscendo così a riaprire una trattativa che in certi momenti sembrava assolutamente chiusa e sempre più tesa. Maria Luisa Toschi, Cisl, oltre che dei lavoratori sottolinea l’impegno non facile delle istituzioni. Soddisfazione per l’intesa anche dal sindaco di Fiorano, Claudio Pistoni: “premia uno sforzo comune per superare la crisi”, ha detto.


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