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Il 2009 segna il picco più basso per l’andamento dell’economia italiana. Nel 2010 si avrà una prima ripresa, ma solo dal 2011 si vedranno concretamente i primi dati positivi. A Modena l’impatto della crisi è maggiore rispetto al resto della Regione. Questo il quadro delineato dalla ricerca annuale di Prometeia.

Bisognerà aspettare il 2010 per avere i primi segni di una ripresa economica, che però si confermerà con numeri di segno positivo solo a partire dal 2011. A livello nazionale il Prodotto Interno Lordo passerà dallo 0.3% del prossimo anno all’1.1% del 2011, la domanda interna dallo 0.4% all’1.3%, i consumi cresceranno di un punto percentuale, dallo 0.3 all’1.3 e le esportazioni passeranno da un + 1.9% al 3.5 I dati sono quelli dell’annuale ricerca sullo stato dell’economia modenese svolta, per conto della Provincia, dal centro studio bolognese Prometeia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Modena. Quello che emerge è che a Modena l’impatto della crisi sia stato maggiore che nel resto della regione per le particolari caratteristiche del quadro industriale in cui pesano le condizioni del settore ceramico, che risente della grande difficoltà del settore edilizio. Le piccole imprese lamentano difficoltà nell’accesso al credito e nelle esportazioni, dirette in prevalenza verso i mercati maggiormente in crisi. Il valore aggiunto totale segna a Modena un calo del 2.3% contro il 2 % regionale e l’occupazione diminuisce del 3.8% contro il 2.2 emiliano. L’analisi e le possibili prospettive per uscire da questo momento di difficoltà sono stati al centro dell’incontro di oggi pomeriggio dal titolo “L’evoluzione del quadro economico modenese e le politiche di sostegno alle imprese nell’attuale fase di crisi”. Cgil: "Emergenza precari"42mila nella scuola, 58mila negli altri comparti del pubblico impiego, in prevalenza nella sanità. In totale fa centomila, precari che rischiano di perdere il posto di lavoro quest’anno, se il Governo continuerà nella politica di tagli, avviata con la scorsa finanziaria. La denuncia viene dalla Cgil che sottolinea come in tempo di crisi bisogna fare di tutto per salvare questi posti di lavoro. Nel modenese le situazioni più a rischio riguardano i lavoratori della sanità, quelli dei piccoli enti come i parchi e la scuola. Qui – stima il sindacato – sono 500 i precari tra docenti e personale tecnico amministrativo che rischiano di perdere il posto, tra cui 100 maestri di scuola elementare, 150 insegnati delle medie e 110 delle superiori. Una situazione che per le scuole superiori rischia di aggravarsi a partire dal 2010, quando molti insegnamenti saranno accorpati e a perdere il posto potranno essere anche precari storici. Gambro: accordo in RegioneAccordo in Regione per la Gambro Dasco di Mirandola, multinazionale del biomedicale. L’azienda aveva aperto dallo scorso dicembre una procedura di mobilità per 160 lavoratori. L’intesa, raggiunta oggi al termine di un incontro tra l’assessore regionale Duccio Campagnoli, l’assessore provinciale Gianni Cavicchioli, i vertici della società, Confindustria e sindacati, prevede, invece, la definizione di un piano industriale con ulteriori confronti ed un riequilibrio dell’assetto produttivo ed occupazionale. Il personale verrà ridotto di soli 40 dipendenti per pensionamenti e mobilità volontaria.


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