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Tre milioni e mezzo di euro per anticipare ai lavoratori la cassa integrazione straordinaria e consentire alle famiglie in difficoltà di sospendere il pagamento del mutuo per la prima casa. Li stanzieranno, grazie ad un’intesa con la Provincia, i tre principali istituti di credito modenesi.

Mano tesa alle famiglie in difficoltà. Se per le imprese il ricorso alla cassa integrazione è una boccata d’ossigeno che può consentire di prendere fiato di fronte al calo degli ordini, per i lavoratori messi forzatamente a riposo, può essere un duro colpo al bilancio familiare. Lo stipendio al minimo consente in molti casi di sopravvivere, di arrivare faticosamente a fine mese. E se si aggiungono le rate del mutuo da pagare, ecco che la faccenda si complica dannatamente. Così per aiutare i lavoratori in cassa integrazione, la Provincia ha coordinato con le tre principali banche del modenese la creazione di un plafond da tre milioni e mezzo di euro per anticipare la cigs, che l’Inps normalmente inizia ad erogare dopo alcuni mesi, e per sospendere il pagamento del mutuo. Il protocollo d’intesa che sarà proposto anche agli altri istituti di credito del modenese, prevede che i lavoratori delle aziende che hanno chiesto la cassa integrazione a decorrere dallo scorso primo dicembre, possano rivolgersi direttamente alle banche per ottenere l’anticipo degli ammortizzatori sociali, senza alcun tasso d’interesse o spese di conto corrente, sino ad un massimo di 750 euro. La sospensione del mutuo, invece, sarà pari alla durata della cassa integrazione, con le rate non pagate che saranno poi messe in coda al piano originario di ammortamento. "L’accordo firmato stamattina è un primo importante segnale". A dirlo il segretario generale della Uil di Modena, Luigi Tollari, che alla Provincia chiede ora di intervenire per l’artigianato. Le sospensioni Eber, la cassa integrazione degli artigiani, stanno crescendo a ritmo vertiginoso, sottolinea il sindacalista e il reddito dei lavoratori è in forte calo.


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