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Un dividendo sceso di 30 centesimi rispetto al 2007, un utile complessivo in calo del 55%. Il Consiglio di amministrazione della Banca Popolare ha approvato il bilancio 2008, il primo in tempi di crisi.

“Una remunerazione del socio adeguata al contesto congiunturale economico che stiamo vivendo”. Fabrizio Viola, amministratore delegato della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ha così commentato il dividendo approvato ieri sera dal Consiglio di amministrazione: la cedola, in pagamento dal 30 aprile, è scesa a 18 centesimi rispetto ai 48 dell’esercizio 2007, un risultato dipeso anche dalla necessità di accantonare parte (24 milioni) dell’utile per rafforzare il livello patrimoniale della banca. E’ un bilancio a due facce – ha chiarito l’ad – una positiva nella parte che riguarda l’intermediazione bancaria tradizionale (l’attività commerciale della banca) con numeri in crescita nella raccolta diretta (+12,7%), nei crediti verso la clientela (+13,6%) e un margine d’interesse in aumento a 9,4%, mentre risultano negative le aree di bilancio più sensibili alla crisi in atto nei mercati, con la svalutazione dei titoli azionari e la partecipazione a Italease (da sola costata 88,7 milioni). Le voci connesse alle attività finanziarie mostrano un risultato negativo di 141 milioni di euro. L’utile consolidato è sceso a 209 milioni contro i 468 del dicembre 2007. In aprile verrà presentato il piano industriale triennale improntato sul contenimento degli sportelli e dei costi. Riguardo al grande tema del credito alle imprese, Viola promette attenzione nei confronti degli imprenditori: “La crisi inevitabilmente porterà alla razionalizzazione delle aziende, è un processo che certo noi non possiamo fermare ma che certamente non accelereremo”. Ora il prossimo appuntamento è quello del 18 aprile quando i soci dovranno approvare il bilancio e rinnovare un terzo del CdA . Sarà di nuovo una guerra tra liste, con il nuovo tentativo di scalata da parte dell’avvocato Samorì: “Siamo un gruppo federale e quindi tutti possono esprimere valutazioni positive o negative sull’operato della banca – ha concluso Frabrizio Viola – da parte mia penso che le critiche sono utili solo se costruttive”.


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