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“L’era glaciale della ceramica non è finita, ma l’accordo raggiunto per Iris ci consente di avere la necessaria flessibilità per provare a superare la crisi”. A dirlo, Romano Minozzi, il patron del Gruppo ceramico che oggi per la prima volta dal 5 gennaio, giorno della clamorosa messa in liquidazione della società, ha accettato di spiegare le sue ragioni alla stampa.

E’ più etico far fallire una società indebitandosi con le banche o deciderne la liquidazione per salvare il patrimonio e provare a ripartire? Finito l’incontro con Romano Minozzi, azionista di riferimento di Iris ceramica, Ariostea e Graniti Fiandre resta senza risposta questa domanda che l’imprenditore sassolese ha posto per spiegare la decisione dello scorso 5 gennaio, quando il cda di Iris, tra lo stupore e lo sgomento generale, decise la messa in liquidazione della società. Da allora, molte cose sono cambiate. “Grazie all’interessamento del Ministro Sacconi e dell’assessore regionale Campagnoli – ha spiegato Minozzi – è stato raggiunto un accordo che consente ad Iris di provare a superare la crisi, salvando molti posti di lavoro”. Ma l’era glaciale della ceramica, per Minozzi, non è finita, per questo il futuro di Iris, secondo l’imprenditore, dipenderà dalla capacità dell’azienda di adeguarsi al mercato, di rincorrere ogni possibile commessa, di essere flessibile. Le caratteristiche che avrebbe dovuto avere la società che si dice Minozzi fosse pronto a far nascere sulle ceneri dell’Iris, ma di cui non oggi non ha voluto parlare, riservandosi per sé questo piccolo segreto. Intanto martedì scorso il cda ha revocato la messa in liquidazione sulla base del nuovo piano industriale. Una boccata d’ossigeno per gli oltre 700 dipendenti che rischiavano il posto di lavoro, ma con un forte ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità su base volontaria. Cassa integrazione, invece, che sta per finire alla Granitifiandre, la società quotata nel segmento star di cui Minozzi detiene la maggioranza assoluta del pacchetto azionario. Da metà aprile tutti gli addetti torneranno al lavoro anche per produrre il gres porcellanato che rivestirà il Padiglione italiano all’expo di Shanghai del 2010. A dare l’annuncio dell’importante accordo di collaborazione è stato oggi il nuovo presidente e ad di Granitifiandre Graziano Verdi, che dopo pochi mesi alla Technogym è tornato a casa per raccogliere il testimone operativo della società dallo stesso Minozzi e per chiudere un bilancio 2008 da 220 milioni di fatturato e 7 di utile. Ritorno a casa del figliol prodigo bagnato da un Cristal Louis Roederer Mathusalem da 6 litri, una bottiglia di champagne da oltre 15mila euro.


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