in:

La crisi dell’economia. A rischio, nel modenese, ci sono 10mila posti di lavoro. A dirlo è la Cisl che all’emergenza occupazione dedicherà il 16esimo congresso provinciale in programma giovedì e venerdì.

“Secondo le nostre stime entro la fine dell’anno in provincia di Modena si potrebbero perdere tra gli 8 e i 10mila posti di lavoro”. E’ un grido di allarme quello lanciato stamattina dai vertici della Cisl nel corso della presentazione del 16esimo congresso provinciale in programma giovedì pomeriggio e venerdì alla Fondazione Marco Biagi. Numeri impietosi che fotografano la difficoltà del momento, anche per l’economia modenese, e che dimostrano come la crisi mondiale sia soltanto agli inizi. A dirlo il continuo incremento della cassa integrazione. Quella ordinaria a gennaio ha raggiunto le 79mila ore, cinque volte di più dello stesso mese nel 2008. Quella straordinaria, facendo il medesimo raffronto, è cresciuta addirittura di 750 volte, arrivando a superare le 126mila ore. E se Iris ed Emilceramica sono le punte dell’iceberg – spiegano alla Cisl – la crisi colpisce indistintamente tutti i settori con punte preoccupanti per ceramica, meccanica di produzione ed edilizia. Difficoltà che non risparmiano le imprese artigiane. Nel 2009, sono già 304 quelle che hanno fatto ricorso al fondo di sostegno al reddito erogato dall’Eber: 1433 i lavoratori interessati per 18mila giorni indennizzati. La metà esatta del dato complessivo dell’anno scorso, in soli 45 giorni. E, quasi inevitabilmente, di fronte a questi dati, crescono le richieste per la disoccupazione ordinaria. Erano state 740 nel gennaio del 2008, un anno dopo sono state 2269, il triplo.


Riproduzione riservata © 2017 TRC