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Rischio default per le imprese modenesi. A rivelarlo lo studio del Centro studi banca e finanza della Facoltà di Economia Marco Biagi, che da un anno e mezzo sta indagando sul rapporto tra aziende e banche modenesi.

Un rapporto che negli ultimi dieci anni, nonostante le grandi trasformazioni del sistema bancario, ha soddisfatto entrambe le parti, ma che la crisi mondiale sta rendendo più complesso. Così domani, nel corso del convegno “Finanza e credito per le imprese del territorio”, in programma alle 15 all’aula magna ovest del Foro Boario, il professor Cesare Bisoni che ha coordinato la ricerca del Cefin evidenzierà come sia in forte crescita il numero delle imprese che denuncia un peggioramento dei prestiti e addirittura come sia più che raddoppiato il numero di aziende a rischio insolvenza. Nel 2009, le imprese a rischio superano il 2% del totale, quando storicamente nel modenese non arrivavano all’1. Effetto della crisi e del calo degli ordini, più che di cattiva gestione delle aziende o di carenza di finanziamenti, cui si può rispondere potenziando il fondo di garanzia delle piccole e medie imprese e le risorse a disposizione dei consorzi fidi. Inflazione in calo, ma Modena resta una città cara Anche nel mese di febbraio l’inflazione ha continuato a scendere, anche se a Modena meno che in altre città: i dati provvisori sui prezzi al consumo mostrano un tasso tendenziale annuo che scende al + 2%, contro il + 2,1% del mese di gennaio, ma restano aumenti nei singoli comparti in media dello 0,3%. A livello nazionale l’inflazione è ferma all’1,6%. "Anche se il trend del tasso tendenziale annuo dell’inflazione è in continuo calo rispetto alle città capoluogo di Regione, siamo ancora tra le città più care" – commenta l’assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Stefano Prampolini. "Una spiegazione potrebbe essere il fatto che il calo dei consumi è meno evidente rispetto alle altre città, con la conseguenza che l’effetto deflazione a Modena è meno riscontrabile. Nel dettaglio delle singole voci: aumenta il riso, la birra e le sigarette, cala la pasta e il gasolio per riscaldamento. Rincari anche nelle apparecchiature e materiale telefonico.


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