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Presidio davanti al magazzino di Fiorano e sciopero di 4 ore di tutti i lavoratori del gruppo Emilceramica. Dopo la comunicazione da parte dell’azienda di mettere in libertà i 160 addetti dello stabilimento di Solignano, i lavoratori non si arrendono.

Un vertenza difficile quella tra la direzione di Emilceramica e i lavoratori che, con la comunicazione di ieri di mettere in libertà 160 lavoratori dello stabilimento di Solignano, ha raggiunto un livello di scontro altissimo. Un atto, giudicato dai sindacati gravissimo, che ha indotto i i lavoratori a un’immediata azione di lotta come lo sciopero di stamattina: 4 ore per tutti i lavoratori del gruppo. Mercoledì 4 marzo è in programma il tavolo di confronto istituzionale in Regione al quale parteciperanno enti locali, sindacati e vertici aziendali. L’azienda in un primo tempo aveva messo sul piatto l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori di Solignano assieme agli incentivi all’interno del gruppo per chi dovesse autonomamente lasciare il posto di lavoro con la possibilità, a quel punto, di reintegrare i lavoratori dello stabilimento di Solignano. Dura la condanna del Pd che spera si torni al più presto al dialogo com’è tradizione delle relazioni industriali del territorio. E proprio oggi la direzione di Emilceramica chiarisce che non ha avviato la mobilità per i 116 dipendenti di Solignano e che la procedura per la cassa integrazione è formalmente aperta, in attesa di un accordo. L’azienda si dichiara pronta al confronto e per questo sarà presente al tavolo regionale, pur sottolineando che l’attuale crisi ha imposto “scelte difficili”, si legge in una nota. E anche il sindaco di Castelvetro, Roberto Maleti, invita al confronto.


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