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Ancora una ceramica in crisi. Ma attraverso un accordo sindacale si rilanciano lo stabilimento Flor Gres e gli uffici di Fiorano del gruppo. 30 milioni di investimento e cassa integrazione straordinaria per un centinaio di addetti

 Ancora un nome eccellente della ceramica in difficoltà di fronte alla crisi, ma il modo per tentare di uscirne sembra diametralmente opposto a quanto si è visto con Iris prima e Emilceramica poi. Nei giorni scorsi, infatti, è stato sottoscritto un accordo tra la direzione del gruppo Florim e i sindacati di categoria per rilanciare lo stabilimento Flor Gres e gli uffici di Fiorano. L’azienda si impegna ad investire, nel prossimo biennio, trenta milioni di euro per ammodernare strumentazioni e adeguare le tipologie produttive alle richieste del mercato, ma una parte delle risorse servirà a formare il personale. In cambio i lavoratori accettano il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che a turno, ogni 15 giorni, riguarderà un centinaio di addetti. L’azienda comunque si accollerà l’onere di anticipare il trattamento economico. Non sarà, dunque, un piano del tutto indolore, anche perché a regime, una volta terminata la ristrutturazione, l’azienda non esclude possibili esuberi, senza peraltro quantificare con esattezza il numero. Resta però l’impegno della direzione a confrontarsi con i sindacati, le istituzioni e le associazioni di categoria, per tentare, anche in quel caso, di trovare una soluzione condivisa. Nel frattempo, il periodo di ristrutturazione consentirà di mettere in campo progetti di formazione finalizzati alla riqualificazione del personale, anche in previsione di un ricollocamento degli esuberi. Una risposta articolata alla crisi, purtroppo reale, cui plaudono sia i sindacati sia la Provincia: “La Florim – dicono – dimostra concretamente cosa significa investire in innovazione e tenere in considerazione la responsabilità sociale d’impresa”.


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