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Stamattina i lavoratori di Emilceramica hanno iniziato a presidiare gli ingressi dello stabilimento di Solignano e domani pomeriggio i sindacati chiederanno alla proprietà di ritirare i 116 licenziamenti. “Poi – dicono – si potrà trattare".

Un film già visto. Diverse le modalità seguite dall’impresa, uguale la reazione dei lavoratori. Come accadde per Iris, da stamattina i cancelli dello stabilimento di Solignano di Emilceramica sono costantemente presidiati. I 116 dipendenti che l’azienda vorrebbe lasciare a casa sono sul piede di guerra. Arrabbiati, per le scelte compiute dalla proprietà, ma anche con i colleghi degli altri stabilimenti del gruppo. “Una trattativa difficile – ci spiega Manuela Gozzi di Filcem Cgil – anche per la situazione complessiva del gruppo che negli ultimi due anni ha liquidato le ceramiche San Francesco e Dual e si appresta a far lo stesso con Provenza”. Domani alle 18 a Confindustria Modena, però, compatti i sindacati chiederanno all’azienda di ritirare i 116 licenziamenti. “Solo così – assicura la Gozzi – potrà iniziare la trattativa sul piano industriale e sugli ammortizzatori sociali da mettere in campo”. Altrimenti scatteranno le 16 ore di sciopero già decise ieri dai lavoratori in assemblea. Intanto stamattina a Roma il presidente di Confindustria ceramica Alfonso Panzani ha incontrato il Ministro Sacconi. Tra le richieste, la possibilità per le aziende di raddoppiare i periodi consentiti di cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane e sgravi contributivi sui contratti integrativi. Temi di cui presto si occuperà il tavolo istituzionale chiamato a varare le misure di sostegno al settore ceramico italiano. E su Emilceramica, Panzani si augura che il distretto sappia riassorbire gli eventuali esuberi. Alfonso Panzani, presidente confindustria ceramica


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