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Federconsumatori organizza stasera alle 20e30 presso la sede provinciale della Cgil, la seconda assemblea dei risparmiatori modenesi coinvolti nel crac Lehman. 168 le persone che avevano acquistato prodotti della banca statunitense per quasi 8 milioni di euro.

Numeri da capogiro per il crac Lehman Brothers, la banca d’affari statunitense finita in amministrazione controllata, chapter 11 per dirlo all’americana, dopo il default dello scorso settembre. Anche a Modena. 2 miliardi di euro, l’esposizione complessiva dei risparmiatori coinvolti. 8 milioni, di investitori modenesi. 168, quelli che si sono rivolti a Federconsumatori, per affidare all’associazione il compito di recuperare quanti più soldi possibili. Forte dell’esperienza maturata nelle vicende Parmalat, Cirio e Bond argentini, Federconsumatori ha già inviato la lettera di messa in mora alle banche e alle assicurazioni coinvolte, per chiedere il risarcimento delle somme investite, 50mila euro di media per i risparmiatori modenesi, e contestare la vendita dei prodotti Lehman. Già nel 2007 la banca d’affari aveva licenziato 1200 dipendenti, ma sino al giorno dopo il crac, le obbligazioni continuavano ad essere consigliate come sicure, ancorché poco redditizie, dalle banche italiane, tramite la convenzione dell’Abi, Pattichiari. Per questo, Federconsumatori sta vagliando ogni singola posizione per decidere eventuali cause legali, "anche se la speranza – ci ha detto stamattina Ermanno Rossi, responsabile dell’area risparmio dell’associazione di consumatori – è che molte risorse per risarcire gli obbligazionisti arrivino dalla vendita dei beni della Lehman in corso". Al vaglio, anche la possibilità di procedere ad una class action negli Stati Uniti, anche perché in Italia le cause collettive non sono ancora possibili.


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