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Si attende un migliaio di persone circa, domani mattina, alla manifestazione dei lavoratori di tutte le aziende del gruppo ceramico guidato da Romano Minozzi.

Si parlerà della crisi delle ceramiche Iris questa sera nel consiglio comunale straordinario indetto a Sassuolo. Le forze politiche di quasi tutti gli schieramenti hanno presentato numerose interrogazioni per riflettere sulle cause di questa grave crisi e per mettere in campo iniziative a tutela dell’occupazione. E domani sarà una giornata cruciale per decidere la sorte dei lavoratori dell’Iris: nel pomeriggio è fissato il tavolo istituzionale al quale si siederanno anche i rappresentanti dell’azienda. L’incontro sarà preceduto, in mattinata, dallo sciopero di 4 ore organizzato unitariamente dai sindacati: oltre ai lavoratori degli stabilimenti Iris, protesteranno anche i colleghi dei due stabilimenti reggiani Graniti Fiandre e Ariostea, sempre di proprietà di Romano Minozzi. Sempre domani i delegati sindacali faranno il punto sulla vertenza e decideranno le nuove iniziative di mobilitazione sindacale, si va verso lo sciopero generale dell’intero settore ceramico. Luigi Tollari, segretario della Uil di Modena, caldeggia la strada della ristrutturazione aziendale per superare questa fase delicata. E commenta: “E’ inaccettabile eludere le proprie responsabilità imprenditoriali in nome di una crisi mondiale, quando i dati sull’andamento del mercato evidenziano uno scenario complesso ma non catastrofico”.Chiusure volontarie, ristrutturazioni, tagli al personale. Ma ci sono anche imprenditori che scelgono altre strade per confrontarsi con la crisi mondiale. Per Franco Stefani, presidente del Gruppo System, bisogna puntare sulle competenze degli addetti ed essere pronti a diversificare la produzione, per adeguarsi alle nuove richieste dei mercati: “Dobbiamo continuare a scommettere sul made in Italy, perchè è questa la nostra forza – ha commentato Stefani – ma allo stesso tempo dobbiamo essere pronti a differenziare le produzioni perchè il settore ceramico sta attraversando una profonda crisi dagli sviluppi ancora incerti”. Franco Stefani, presidente gruppo system


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