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Sulla crisi delle ceramiche Iris, anche oggi tante le prese di posizione. E non c’è accordo alla Rossi Motoriduttori.

Continuano i picchetti dei lavoratori dell’Iris davanti agli stabilimenti, mentre si allarga la protesta. Venerdì allo sciopero si uniranno anche i dipendenti della Graniti Fiandre e dell’Ariostea, le altre aziende di proprietà del presidente Minozzi. I sindacati hanno organizzato per la mattinata un presidio davanti alla sede dell’Iris, in via Ghiarola, a Sassuolo. Nel pomeriggio è previsto invece un attivo unitario dei delegati del settore ceramico, per fare il punto sulla situazione di tutte le aziende del comprensorio, e sulla crisi. Proprio la crisi globale, secondo i consiglieri regionali del Pd Gian Carlo Muzzarelli e Matteo Richetti, non può essere usata come scusa per giustificare quanto sta accadendo all’Iris. Rispondendo alla lettera aperta del presidente Minozzi, che proprio ieri aveva scritto di non poter agire in altri modi, i due consiglieri ricordano l’importanza della responsabilità sociale per un imprenditore, oltre alla necessità di garantire il capitale. Richetti e Muzzarelli chiedono quindi di trovare soluzioni alternative alla liquidazione dell’azienda, per assicurare la continuità dell’impresa.La Fiom Cgil segnala il mancato accordo sulla Cassa Integrazione alla Rossi Motoriduttori di Modena e alla Seimec di Carpi. Nel terzo incontro tra la direzione aziendale, Confindustria e le rappresentanze sindacali – si legge in una nota – l’azienda non ha voluto riconoscere la maturazione dei ratei di ferie e permessi retribuiti ai lavoratori coinvolti nella cassa integrazione che riguarderà tutti i 330 addetti per 13 settimane a rotazione a partire dal 12 gennaio. Inoltre, prosegue la Fiom, non c’è stato nessun impegno da parte aziendale sui lavoratori a termine che rischiano il posto di lavoro alla scadenza del contratto. “Anche per questa volta – sostiene il sindacato – a pagare il costo della crisi saranno i lavoratori, la Rossi motoriduttori ha infatti cresciuto il proprio fatturato per gli anni 2007 e 2008 ma non ha riconosciuto nessuna delle richiese, se non l’anticipo della cassa integrazione che ha un costo zero per l’azienda”. Assemblee dei lavoratori saranno indette nei prossimi giorni.


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