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Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di ieri sera tra sindacati e azienda sulla grave crisi all’Iris Ceramica, minacciata dalla messa in liquidazione. Prossimo appuntamento: il tavolo istituzionale di lunedì.

Fumata nera dall’incontro di ieri sera sulla crisi dell’Iris Ceramica. Si è arenata, ancora prima di cominciare, la trattativa tra sindacati e direzione aziendale. Quest’ultima si è mostrata irremovibile circa la decisione di mettere in liquidazione la società, con conseguente chiusura degli stabilimenti del gruppo di Viano, Fiorano e Sassuolo e il licenziamento delle 750 maestranze che vi lavorano. “E’ stato un incontro lampo, durato 10 minuti o poco più, e non ha prodotto niente” commenta sconsolata Manuela Gozzi, segretaria di Filcem Cgil che ha bollato come “atto irresponsabile” la scelta indicata dalla proprietà facente capo a Romano Minozzi. E’ dunque caduta nel vuoto, almeno per il momento, la controproposta avanzata dai sindacati che hanno chiesto l’assorbimento di Iris spa da parte di Graniti Fiandre, società quotata in borsa di cui la famiglia Minozzi detiene la maggioranza azionaria, e il conseguente avvio di un piano industriale per la ristrutturazione dell’azienda e la salvaguardia dell’occupazione. “Ci stiamo adoperando – dice il segretario provinciale Cisl Francesco Falcone – per dare un minimo di prospettiva ai lavoratori. Non abbiamo ancora perso le speranze e confidiamo di riuscire ad aprire uno spiraglio in questa difficile situazione”. Indicazioni importanti potranno giungere dal tavolo istituzionale di discussione convocato dal Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi per il pomeriggio di lunedì 12 gennaio. Sempre lunedì, alle 9,30, al cinema teatro Astoria di Fiorano, è previsto un incontro con le maestranze. Nella stessa giornata, inoltre, prenderanno il via altre iniziative di mobilitazione come l’allestimento di presidi permanenti davanti a ogni stabilimento del gruppo.


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