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Il 5 gennaio scorso il Consiglio di Amministrazione della Iris Ceramiche ha deliberato la liquidazione dell’azienda. Quasi 800 dipendenti rischiano di perdere il posto di lavoro.

Oltre 750 dipendenti impiegati negli stabilimenti della ceramica Iris di Fiorano, Sassuolo e Viano rischiano il posto di lavoro. Lo scorso 5 gennaio, infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’azienda avrebbe deliberato la liquidazione della società. La decisione sarebbe stata assunta per far fronte alla crisi del settore, pesantemente colpito dalla difficile congiuntura dell’economia mondiale e dell’edilizia in particolare. Iris Ceramiche è il terzo gruppo italiano a livello di fatturato, circa 500 milioni nel 2007, considerando anche la controllata GranitiFiandre, quotata in borsa, per cui non si dovrebbe però profilare alcun ridimensionamento. Controllata da Romano Minozzi e dalla sua famiglia, la Iris esporta oltre 3mila prodotti ceramici nei cinque continenti, ma negli ultimi anni aveva ceduto il passo nella produzione proprio alla Graniti Fiandre. La produzione, comunque, non era ancora entrata a regime dopo le feste. Il rientro degli operai a causa di ferie prolungate, riposi compensativi o cassa integrazione era previsto, infatti, per lunedì 12 gennaio. I dipendenti degli altri settori, rientrati ieri, hanno appreso oggi la notizia, ma dell’eventuale vendita all’interno dell’azienda si parlava già da un paio d’anni, senza mai avere però basi fondate. Oggi il terremoto che ha scosso quasi 800 famiglie. Un tavolo istituzionale per far fronte all’emergenza e la richiesta urgente di incontrare i vertici della Ceramica Iris. Queste le richieste avanzate dai sindaci di Sassuolo e Fiorano, che chiedono un confronto per evitare ripercussioni drastiche sull’economia del territorio e sulla vita dei cittadini. Solidarietà ai lavoratori dell’Iris che rischiano di perdere il posto viene espressa dai consiglieri del Pdl del Comune di Sassuolo, Claudio Casolari e Luca Caselli, e dagli esponenti della Casa della Sinistra del distretto ceramico. Stigmatizza il modo unilaterale di agire dei vertici dell’Iris il capogruppo del Pd di Sassuolo, Raffaele Lettieri, che denuncia la chiusura degli stessi stabilimenti nei quali l’azienda ha da poco avviato importanti investimenti. “Quella dell’Iris è una decisione grave, che avrebbe conseguenze devastanti per il distretto” commentano i consiglieri regionali del Pd Gian Carlo Muzzarelli e Matteo Richetti. Entrambi sottolineano l’importanza dell’istituzione di un tavolo di crisi. Richetti ha presentato un’interrogazione urgente presso la giunta regionale perché intervenga immediatamente, scongiurando la chiusura degli stabilimenti e mettendo in campo tutti i possibili ammortizzatori sociali per i lavoratori. Interpellanza urgente in giunta anche per i consiglieri provinciali del Pd. Chiedono di invocare un forte intervento del Governo, per affrontare la crisi e rilanciare il distretto ceramico.   


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