in:

Chiude un anno difficile per la nostra economia e se ne apre un altro che non si prospetta migliore.

Ogni fine d’anno è un momento di speranza e di aspettativa, ma anche un momento di bilanci, e quello del 2008, dal punto di vista dell’economia, è davvero a luci e ombre. Luci perchè, come testimonia anche la recente inchiesta de Il Sole 24 ore, se anche in altri settori Modena perde colpi, siamo ancora la quinta zona in Italia capace di produrre ricchezza. Ombre perchè dire che “il futuro non è roseo” è davvero un eufemismo. La cronaca recente sono gli operai della Maserati che protestano davanti all’azienda per il taglio di 112 posti di lavoro. Quello che molti avevano preconizzato si è puntualmente avverato: se nei momenti di vitalità dei mercati la flessibilità dei contratti ha rappresentato la possibilità di dare risposte “just in time”, nei momenti di crisi i primi a pagare sono tutti coloro che non godono della protezione dell’agognato “posto di lavoro fisso”. Greco Golinelli della Fiom Cgil, oggi, ci traccia un quadro del settore metalmeccanico, uno dei portanti del nostro tessuto economico. Sono più di 3mila i lavoratori in cassa integrazione, quasi 4mila se ci mettiamo dentro anche le aziende artigiane in difficoltà. 500/600 i lavoratori precari a cui non è stato rinnovato il contratto, tra questi anche il centinaio di giovani, provenienti in prevalenza dal Sud, lasciati a casa dalla Maserati. Preoccupa, ci dice, soprattutto la zona del carpigiano dove sono state chiuse aziende, anche magari per mancanza di un ricambio generazionale ai vertici, ma non ne stanno aprendo delle nuove. Al meccanico, bisogna aggiungere il ceramico: l’80% dei lavoratori del comparto è o in cassa integrazione o in ferie lunghe. Attorno al 12 gennaio, dovrebbero riaprire le aziende: sarà quello il momento in cui si comincerà davvero a capire come sarà questo 2009.


Riproduzione riservata © 2016 TRC