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Tra i settori più colpiti dalla crisi c’è l’edilizia dove in un anno – hanno detto stamattina i vertici di Ance Modena – si sono persi 1000 posti di lavoro.

Tutto è iniziato da qui. Dall’edilizia, con l’esplosione della bolla finanziaria dei famigerati mutui subprime. Ma quella che un anno e mezzo fa sembrava una crisi tutta statunitense, adesso ha travolto tutto il mondo. Le difficoltà del settore, a Modena, erano iniziate già un anno fa, ma negli ultimi mesi la situazione è precipitata. I dati presentati stamattina da Ance Modena, l’associazione dei costruttori edili, sono inequivocabili. Al 25 ottobre, quando ancora la crisi non aveva assunto i tratti drammatici dell’ultimo mese, i lavori privati erano crollati, ridotti di due terzi rispetto al 2007. La tenuta degli appalti pubblici non è così bastata ad impedire l’aumento del ricorso alla cassa integrazione, +134% in ottobre. In picchiata anche il numero degli occupati, con le imprese iscritte alle Casse edili che hanno fatto segnare un meno 11,4%. Praticamente 1000 i posti di lavoro persi. “Anche se – denuncia Stefano Betti, presidente di Ance Modena – il numero delle ditte individuali, senza dipendenti continua ad aumentare. A tutto discapito di sicurezza, controllo e qualità dei cantieri”. Da qui la richiesta di Ance di nuove regole per l’accesso alla professione e di maggiori requisiti per chi opere nel settore, anche nei cantieri privati. E per uscire dalla crisi? Per l’associazione dei costruttori edili servono provvedimenti urgenti a livello nazionale, a cominciare dal varo del piano casa, perché in Italia mancano ancora 4 milioni di abitazioni per le fasce a basso reddito. Ma la chiave di volta sta nel rilancio delle infrastrutture. A Modena – suggerisce Ance – Cispadana, Bretella, Centro intermodale di Marzaglia, Complanarina, terza corsia dell’Autobrennero, quarta corsia dell’A1 sino a Piacenza e ampliamento e ristrutturazione del Policlinico.


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