in:

Non ci sono margini di trattativa per riconsiderare la posizione dei 112 lavoratori precari che la Maserati lascerà a casa dal primo gennaio.

Maserati, bandiera a scacchi. La corsa di 112 precari sembra davvero finita. Stamattina, l’amministratore delegato Harald-J Wester ha confermato al Prefetto, Giuseppina Di Rosa, e in un successivo incontro al Sindaco Pighi e al Presidente della Provincia Sabattini che non ci sono margini per riaprire una trattativa. Ai vertici della Maserati, i rappresentanti delle istituzioni hanno chiesto di riaprire la trattativa e prorogare di almeno due mesi i contratti, prima di assumere la decisione finale. “Ma l’amministratore delegato – hanno spiegato Pighi e Sabattini, al termine dell’incontro – ha replicato che le condizioni dell’economia e del mercato dell’auto, la situazione degli ordinativi della Maserati e le politiche del gruppo Fiat non consentono di sviluppare strategie difformi da quelle annunciate”. Preso atto della chiusura dell’azienda, Pighi e Sabattini chiederanno ora al Governo di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari “per porre rimedio a una grave ingiustizia sociale”. Al fianco dei lavoratori scende in campo anche il direttivo della Cgil che in un ordine del giorno definisce “inaccettabile la posizione della Maserati sorda e chiusa ad ogni proposta dei sindacati per salvare il posto di lavoro dei precari protagonisti del buon andamento aziendale degli ultimi due anni”. Solidarietà ai lavoratori e, in particolare, al delegato Fiom, Eugenio Scognamiglio, sospeso in via cautelare nel pieno della vertenza sindacale, viene anche dal segretario regionale di Rifondazione Comunista, Nando Mainardi. Intanto la protesta arriva alla Cnh. Domani i sindacati daranno vita ad una prima iniziativa unitaria di sciopero per chiedere il rispetto dell’accordo dello scorso 25 luglio, con cui l’azienda del Gruppo Fiat si era impegnata a stabilizzare 75 precari. Al momento, invece, i nuovi contratti a tempo indeterminato sono solo 41 e l’azienda – denunciano i sindacati – non intende procedere ulteriormente. Con la Uil che sollecita le imprese ad assumersi il carico della crisi che – dicono Tollari e Manfredini – non può essere scaricata solo sulle spalle dei lavoratori


Riproduzione riservata © 2016 TRC