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La crisi in atto e la proposta di istituire un osservatorio lanciata ieri da Confindustria: da questi temi è iniziata l’analisi del sindaco di Modena Giorgio Pighi, nel tradizionale appuntamento con l’informazione locale. Trc-Telemodena ha ripreso l’incontro e ne proporrà una sintesi nel corso della prossima puntata de “La città”.

“Non sarà un tavolo, se così non lo vogliamo chiamare, ma un luogo di incontro dove mettere in comune i problemi e le risposte ai problemi. E’ un appuntamento che possiamo costruire, arriveremo certamente ad intenderci, ma occorre che tutti vi possano partecipare”. Il sindaco di Modena Giorgio Pighi, nel consueto incontro con i rappresentanti dell’informazione locale, è tornato a parlare della crisi e sull’idea lanciata ieri da Confindustria di un osservatorio sul mondo economico locale sembra concordare, a patto però che a quell’appuntamento prendano parte tutti i soggetti interessati, compresi, par di capire, i rappresentanti dei lavoratori. La crisi morde e la realtà locale guarda con preoccupazione a quelle aziende, come la Maserati, che non rinnovano i contratti interinali, o a quelle che sono costrette a fare un ricorso massiccio alla cassa integrazione. E proprio le difficoltà di tante famiglie hanno convinto l’amministrazione a non aumentare le tariffe dei servizi comunali, non adeguandoli neppure all’inflazione: una decisione – ha ricordato il sindaco – che peserà sul bilancio comunale per più di tre milioni di euro, ma che non poteva non essere adottata. Curioso ricordare come, solo l’anno scorso, il tema dominante fosse “la sicurezza”, con il sindaco Pighi che, tra i primi in Italia, adottava ordinanze per arginare i fenomeni della prostituzione in strada e l’accattonaggio nei pressi degli ospedali. Oggi, il primo cittadino ha rinnovato quelle stesse ordinanze, rendendole più cogenti, ma il clima sociale è ormai cambiato e, magicamente, ciò che ci preoccupa è tutt’altro. E ne abbiamo ben donde: una provincia e una città che sono sempre state ai vertici del sistema Italia devono ora sapere trovare in se stesse le energie, le competenze, lo scatto immaginativo capaci di garantire il valico di una “stretta” come, da decenni, non si vedeva. Nel nostro passato, forse, gli insegnamenti da adeguare al nostro futuro.


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