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Istituire un osservatorio per coordinare tutti gli interventi. E’ la proposta lanciata dal presidente di Confindustria Ferrari per consentire al sistema Modena di superare una crisi “senza precedenti”.

I numeri fanno paura e adesso la fanno anche agli industriali modenesi, da sempre immortalati nell’immagine dei capitani coraggiosi, dei self made man, capaci con le loro piccole e medie imprese di conquistare il mondo. Ma i numeri sono numeri e davanti hanno tutti il segno meno. Negli ultimi due mesi, sono crollati la produzione, il fatturato e l’export, ma soprattutto sono crollati gli ordini, in alcuni settori anche del 50%. Da luglio a settembre le imprese modenesi hanno visto svanire 1 miliardo di fatturato, mentre il ricorso alla cassa integrazione è diventato una costante, +123% rispetto all’anno scorso e la Fiat proprio oggi ha annunciato che si continuerà sino a febbraio e questo fa paura pensando al 2009 che verrà. Un quadro nerissimo, con il Centro studi nazionale di Confindustria che ha stimato la perdita di 600mila posti di lavoro in sei mesi, due anni di recessione e la ripresa solo dal 2010. Da gelare il sangue nelle vene. O per dirla con le parole del presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari, “Una crisi mai vista, come un virus sconosciuto per il quale non si conosce la cura”. Da qui la proposta – richiesta di istituire a livello provinciale un Osservatorio permanente sulla crisi, con Prefettura, Provincia, Comune di Modena, Camera di Commercio e Confindustria. Non i sindacati, che secondo Ferrari dovrebbero essere coinvolti dalle istituzioni in un secondo momento. Obiettivo: condividere lo stato dell’arte e le azioni di contrasto alla crisi senza perdere tempo e disperdere energie. Un osservatorio che assomiglia ad una task force da allarme rosso, da si salvi chi può. E per aiutare gli associati, Confindustria ha messo a punto due convenzioni con Cariparma e Bper, e altre due arriveranno con Banco San Geminiano e Unicredit, per facilitare l’accesso al credito. Ma se non ripartono gli ordini, nemmeno la dinamicità delle piccole e medie imprese potrà bastare. Immediata la replica del segretario provinciale della Cisl, Francesco Falcone, alla proposta di Confindustria. Secondo Falcone: “E’ inaccettabile un tavolo senza le organizzazioni sindacali. L’attuale gravissima crisi – scrive in una nota la Cisl – è un problema che riguarda tutta la comunità, è per questo che dobbiamo cercare le risposte tutti insieme, come per altro farà il tavolo sulla crisi promosso dalla Provincia che sarà istituito venerdì prossimo e cui aderirà la stessa Confindustria”.


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