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Se a Modena piove, figuratevi cosa sta succedendo nel resto d’Italia”. E’ un grido d’allarme accorato, quello lanciato stamattina all’attivo provinciale della Cgil, da Guglielmo Epifani. Il segretario generale del sindacato ha chiesto al Governo di ripensare completamente il piano anti-crisi, stanziando risorse straordinarie per precari e lavoratori.

“Di fronte ad una crisi mondiale senza precedenti, il piano anti-crisi del Governo è inadeguato e insufficiente”. Guglielmo Epifani ha infiammato così l’attivo provinciale della Cgil, svoltosi stamattina in una sala gremita della Polisportiva Modena Est. La stessa, dove un mese fa, il sindacato aveva annunciato lo sciopero generale di venerdì prossimo. Una mobilitazione straordinaria per chiedere al Governo di fare di più, mettendo in campo risorse aggiuntive, l’1% del Pil nazionale sforando i parametri dell’Unione europea come consentito per la prima volta da Bruxelles, per sostenere i precari che perderanno il posto di lavoro, senza nessuna tutela, e i lavoratori dipendenti. “Perché se a Modena la situazione è grave – ha tuonato Epifani – figuratevi cosa sta succedendo nel resto d’Italia”. Nel suo discorso, Epifani ha poi risposto alle critiche di Cisl e Uil che da mesi accusano la Cgil di fare politica. “Un sindacato che si occupa solo di contrattazione bilaterale – ha detto – non fa un favore hai lavoratori”. Fare proposte complessive, partendo dal momento storico che si sta vivendo, è per Epifani un dovere di un sindacato. Da qui la richiesta pressante al Governo affinché faccia di più e non attenda che la crisi passi da sé. “Il risultato – spiega – sarebbe indebolire ulteriormente un Paese già fragile”. In occasione della giornata modenese di Guglielmo Epifani, che oggi alle 15,30 deporrà un mazzo di fiori in onore a Marco Biagi, prima di partecipare ad un incontro sulla scuola, presso l’auditorium intitolato al giuslavorista ucciso dalle Br, la Cisl rilancia le critiche allo sciopero generale indetto dalla Cgil. Per il segretario modenese, Francesco Falcone, è il momento di tornare alla contrattazione “Ci auguriamo – spiega – che la Cgil abbandoni la strada del radicalismo e si adoperi insieme a noi per ricostruire l’unità sindacale, per il bene dei lavoratori e dei pensionati”.


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